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Giovedì, 19 Maggio 2022
Mafia Sambuca di Sicilia

"Sono i fiancheggiatori del 'professore'", dopo la condanna arrestati padre e figlio

Andrea La Puma di 70 anni e Salvatore La Puma di 42 anni erano stati coinvolti nell'operazione antimafia, del primo aprile 2016, denominata "Triokola"

Avrebbero "fatto parte della famiglia mafiosa di Cosa Nostra di Sambuca di Sicilia ed avrebbero svolto attività di controllo illecito delle attività economiche, appiccando incendi e commettendo danneggiamenti a scopo intimidatorio ed estorsivo". Ma - stando all'accusa - avrebbero "curato i collegamenti tra Leo Sutera, capo della famiglia mafiosa Sambucese e già rappresentante provinciale di Cosa Nostra per Agrigento, e gli appartenenti al sodalizio criminale operanti in altre zone dell'isola". E' per queste contestazioni che, stanotte, a Sambuca di Sicilia, i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Agrigento, assieme ai militari della compagnia di Sciacca, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del tribunale di Palermo su richiesta della Procura distrettuale. 

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Ad essere arrestati sono stati padre e figlio: Andrea La Puma di 70 anni e Salvatore La Puma di 42 anni. "I due arresti - rendono noto dal comando provinciale dei carabinieri di Agrigento - sono conseguenziali all'operazione, del primo aprile 2016, denominata 'Triokola' ". L'operazione fu frutto delle indagini sviluppate dal Ros e dal comando provinciale di Agrigento proprio sul mandamento di Sambuca di Sicilia e del suo principale esponente: Leo Sutera detto "il professore", ritenuto nel periodo 2010-2012 il capo della provincia di Agrigento e pertanto in contatto con i vertici delle province di Trapani e Palermo.

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Sutera è stato arrestato nel giugno del 2012 ed è stato condannato a 4 anni di reclusione per associazione mafiosa. In questa inchiesta vennero documentati una serie di riservati incontri, nelle campagne di Sambuca di Sicilia, tra il boss con esponenti mafiosi delle province di Agrigento e Palermo. 

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Durante la fase processuale, lo scorso 6 giugno, Andrea e Salvatore La Puma sono stati condannati in primo grado. Ed a seguito di questa condanna, "ritenuto sussistere gravi esigenze cautelari connesse al pericolo di prosecuzione dell'azione criminosa - ricostruisce il comando provinciale dei carabinieri - il Gip ha emesso i provvedimenti che hanno portato all'arresto". 

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