Il boss preso con un arsenale insieme al nipote, il video fa slittare ancora il verdetto

La difesa di Antonio e Gerlando Massimino ottiene un nuovo rinvio per estrarre e visionare una copia del filmato

Antonio Massimino

La polemica infinita del video. Il filmato, girato nell'ambito di un'attività di intercettazione legata a un altro procedimento, in cui si vede il boss cinquantunenne Antonio Massimino occultare insieme al nipote Gerlando, 26 anni, una sacca nera, che poi si scoprirà contenere un piccolo arsenale, davanti alla sua abitazione, continua a tenere banco.

Questa mattina, per la seconda volta, i giudici della prima sezione penale, presieduta da Alfonso Malato, hanno deciso di rinviare la requisitoria del pubblico ministero Gloria Andreoli e l'arringa difensiva dell'avvocato Salvatore Pennica per consentire a quest'ultimo, che lo ha richiesto espressamente, di visionare "in maniera completa e adeguata il video che, di fatto, è l'unica prova del dibattimento".

Oggi, giorno in cui era stata fissata un'udienza straordinaria per evitare la scadenza dei termini (Antonio Massimino resterebbe comunque al 41 bis per l'inchiesta Kerkent), la difesa ha fatto presente di non essere riuscita per ragioni tecniche ad estrarre una copia del video. Il tribunale è stato, così, costretto a rinviare l'udienza a mercoledì prossimo. 

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