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I carabinieri dinnanzi il magazzino di Carmelo Bellavia

I carabinieri dinnanzi il magazzino di Carmelo Bellavia

Mafia, omicidio a Favara: si cercano risposte sul movente

Intanto i rilievi sul luogo del delitto sono stati eseguiti con una particolare apparecchiatura che ha permesso di ricostruire la scena in 3D. Una vendetta? O un regolamento di conti? Interrogativi a cui i carabinieri cercano di dare una risposta, mentre l'ombra di una nuova guerra di mafia sembra far ripiombare nel buio la provincia

Il passato della vittima, le modalità dell'omicidio, i rapporti con l'ex boss di Cosa nostra Gerlandino Messina. Sono tanti gli elementi che hanno portato la Direzione distrettuale antimafia di Palermo a puntare la lente d’ingrandimento sull’omicidio avvenuto ieri sera a Favara.

bellavia carmelo favara-2Carmelo Bellavia, 51 anni, commerciante di bevande, è stato freddato all’interno del suo deposito, in via Fausto Coppi, ad un centinaio di metri dalla sua abitazione. L’uomo è stato raggiunto da almeno cinque colpi di pistola all’addome e al fianco. Padre di Calogero, ex calciatore e vivandiere di Gerlandino Messina durante la latitanza a Favara, Carmelo Bellavia era stato condannato proprio per aver aiutato il boss empedoclino a nascondersi dalle manette.

Anche (e soprattutto) per questo i carabinieri del Reparto operativo stanno indagando negli ambienti della criminalità organizzata. I militari del tenente colonnello Andrea Azzolini e del capitano Nicolò Pisciotta stanno vagliando tutte le ipotesi. Come quella legata proprio alla latitanza di Messina: magari una vendetta per aver nascosto il "successore naturale" di Giuseppe Falsone, o magari un regolamento di conti.

Nel frattempo è caccia a telecamere di sorveglianza e a probabili testimoni: i carabinieri stanno controllando se in tutta la zona vi sia un impianto di videosorveglianza funzionante o se qualcuno abbia visto qualcosa. Non è ancora chiaro se la telecamera installata proprio sull'uscio del magazzino di Bellavia sia vera o se si tratti soltanto di un deterrente.

Intanto ieri sera sono stati effettuati i rilievi sul luogo del delitto. I militari dell'Arma hanno utilizzato un particolare apparecchio che ha ricostruito tutta la scena del crimine in 3D e che permetterà ai tecnici di analizzare anche successivamente ogni singolo elemento di quel magazzino di via Coppi.

Adesso l'attenzione si sposta sul movente e su chi avrebbe potuto voler morto Carmelo Bellavia. Una vendetta? O un regolamento di conti? Interrogativi a cui i carabinieri di Agrigento, unitamente alla Dda, cercano di dare una risposta, mentre l'ombra di una nuova guerra di mafia sembra far ripiombare nel buio la provincia di Agrigento.

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