"Racket della prostituzione", il pm chiede condanne per 7 imputati

Secondo l'accusa, alcune ragazze incinte sarebbero state costrette a praticare l'aborto. Il blitz, con quattordici misure cautelari, risale al 16 maggio del 2012

Sette degli imputati del secondo filone dell’inchiesta “Lenone”, secondo il pubblico ministero Emiliana Busto, devono essere condannati. Si tratta di Angelo Incorvaia, 66 anni, di Licata; dei romeni Adriana Maria Cristina Radulescu, 35 anni, Aurel Caruta, 34 anni, e Nicoleta Schiau, 31 anni; di Carmelo Cani, 31 anni, di Palma di Montechiaro, e Angelo Schembri, 63 anni, di Licata.

Per due imputati - Marinica Lacramioara “Anna” Pachitei, 36 anni, e Petre Alexandru Roman, 25 anni, entrambi romeni - il processo, in un primo momento, era stato sospeso perché erano latitanti. Le accuse ipotizzate sono di associazione a delinquere, sfruttamento e induzione alla prostituzione. Il pm ha proposto la condanna a 6 anni e 6 mesi per Incorvaia; 4 anni e 6 mesi per Radulescu; 6 anni e 6 mesi per Pachitei; 6 anni e 6 mesi per Roman; 4 anni e 6 mesi per Caruta, 4 anni e 4 mesi per Cani e 6 anni per Schembri.

Non doversi procedere, per avvenuta prescrizione dell’unico capo di imputazione contestato, per Schiau. Il locale al centro dell’inchiesta, dove sarebbe stato allestito un giro di prostituzione, era il "Paradise".

L’operazione, con quattordici misure cautelari, è stata eseguita dai carabinieri il 16 maggio del 2012. Il blitz portò pure al sequestro preventivo del locale “Paradise club” di Licata dove si sarebbero consumati i rapporti sessuali a pagamento. Secondo l'accusa, l'organizzazione gestiva un vero racket della prostituzione. Alcune ragazze incinte, inoltre, sarebbero state costrette a praticare l'aborto.

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Dopo la requisitoria hanno illustrato le loro arringhe gli avvocati Monica Malogioglio, Mariolina Faraci, Valentina Buongiorno e Gaspare Lombardo. Il 18 dicembre continueranno gli avvocati Davide Casà, Antonio Montana e Angelo Trigona. 

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