Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca Licata

"Sequestrano e torturano disabili", i video pubblicati su facebook: tre giovani finiscono in carcere

Il pm dispone il fermo di indiziato di delitto dopo le denunce di tre invalidi e di un genitore. Alcuni componenti della gang non sono stati individuati. La Procura: "Non si può escludere che abbiano preso parte ad altri episodi di sadismo"

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Disabili, picchiati, sequestrati e umiliati nella propria abitazione o per strada. In una circostanza uno dei tre invalidi civili sarebbe stato brutalmente pestato con un bastone, legato con del nastro adesivo e abbandonato per strada fino a quando una donna di passaggio non lo liberò. In altre sarebbero stati umiliati con della vernice al volto e con una sostanza che aveva provocato la caduta dei capelli. Oppure, ancora, legati a una sedia con un secchio in testa e picchiati. Calci, pugni, bastonate e minacce di morte. Il tutto sempre filmato con degli smartphone e diffuso in rete, sui social con titoli di derisione. Per tre licatesi è scattato il fermo.

Torture sui disabili filmate e pubblicate: "Immagini violente diffuse sui social"

Un racconto dell'orrore, andato avanti per molti giorni, con tre vittime scelte a caso, solo perchè disabili. La loro "ribellione", dopo gli ennesimi pestaggi, ha fatto scattare l'inchiesta, che la Procura di Agrigento ha delegato ai carabinieri di Licata. Durante le indagini anche il padre di una delle tre vittime ha raccontato ai militari i danni psichici subiti dal figlio.

Raccolti tutti gli elementi di prova, per i tre presunti componenti della gang, di cui avrebbero fatto parte anche altre persone non ancora identificate, è scattato il fermo di indiziato di delitto firmato dal procuratore Luigi Patronaggio e dal pm Gianluca Caputo. In carcere sono finiti Antonio Casaccio, 26 anni; Gianluca Sortino, 23 anni e Angelo Marco Sortino, 36 anni.

Torturati in mezzo alla strada senza che nessuno intervenisse

La Procura, oltre alla violazione di domicilio e al sequestro di persona, contesta il reato di tortura. Secondo i pm non si può escludere che la banda si sia resa protagonista di altri episodi. Entro 48 ore i pm chiederanno la convalida del fermo per i tre indagati - che hanno nominato come difensore l'avvocato Santo Lucia - e sarà fissata l'udienza davanti al gip. 

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