Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Torture sui disabili filmate e pubblicate, il colonnello Stingo: "Ancora immagini violente diffuse sui social"

I carabinieri hanno anche evidenziato l’omertà che ruotava attorno agli incresciosi episodi di tortura che avvenivano anche in strada

 

Le indagini che hanno portato all’arresto dei tre pregiudicati di Licata, accusati di sequestro e torture su disabili, evidenziano ancora una volta, quanto pericoloso possa essere l’uso improprio dei social network.

“I tre giovani di Licata – dice ai microfoni di AgrigentoNotizie il colonnello Vittorio Stingo, comandante provinciale dei carabinieri di Agrigento – si sono resi responsabili di una violenza sadica nello schernire i ragazzi portatori di handicap. Il branco – aggiunge il colonnello Stingo – riprendeva le sue azioni con il telefono cellulare e poi diffondeva i video tramite i social, principalmente su whatsapp. Social che, anziché essere utilizzati come mezzo di comunicazione, sono lo strumento di diffusione di immagini violente ai danni dei soggetti più deboli”.

"Sequestrano e torturano disabili", i video pubblicati su facebook: tre giovani finiscono in carcere
"Sequestrano e torturano disabili", i video pubblicati su facebook: tre giovani finiscono in carcere

 

Potrebbe interessarti: https://www.agrigentonotizie.it/cronaca/licata-disabili-torture-tre-fermati.html

Gli stessi investigatori, ai cronisti presenti nella conferenza sugli arresti eseguiti a Licata, non hanno nascosto il rammarico per le scene di violenze contenute nei video ma soprattutto per l’indifferenza e l’omertà di quanti, hanno probabilmente assistito ai maltrattamenti che avvenivano anche in strada. 


“Anche noi operatori di polizia giudiziaria – dice ai microfoni di AgrigentoNotizie il capitano Francesco Lucarelli che guida la compagnia carabinieri di Licata – visionando centinaia di volte quei video,  ci siamo resi conto che in alcune circostanze,  mentre le vittime chiedevano aiuto, nessuno rispondeva. Purtroppo – aggiunge l’ufficiale dell’Arma – neanche una telefonata anonima è giunta in caserma”. 
 

Potrebbe Interessarti

Torna su
AgrigentoNotizie è in caricamento