Cronaca

Giustizia, l'avvocatura torna alle urne per eleggere il nuovo consiglio forense: solo 20 in corsa

A distanza di meno di un anno, dopo il "caso Cremona" che portò alla sfiducia del presidente a tempo di record, si riparte con meno della metà dei candidati e una sola "lista informale" con quindici componenti che partono come favoriti

L'ex presidente Antonino Maria Cremona

Meno di un anno dopo l'ultima elezione, con il mandato bruscamente interrotto dalla sfiducia, votata all'unanimità, del presidente Antonino Maria Cremona, si riparte: i quasi 1.400 avvocati agrigentini vanno al voto per rinnovare il proprio consiglio dell'Ordine.

Nessuna bagarre o corsa, i candidati sono appena venti per quindici posti. Lo scorso anno erano oltre il doppio. In mattinata, in segreteria, il commissario straordinario Silvio Miceli, nominato per gestire la fase transitoria e traghettare verso il voto, ha raccolto le candidature che, per la forma, sono individuali ma, nella sostanza, gli accordi prevedono un raggruppamento in liste: di fatto ce n'è solo una in campo, che rispecchia la maggioranza del vecchio consiglio uscente che ha sfiduciato il presidente, con tanto di simbolo e "volantino" elettorale che ha iniziato a circolare da subito.

Sono, al momento, tre i giorni previsti per le votazioni, anche se, in questo momento di emergenza legato al Coronavirus, non ci sono certezze su nulla: urne aperte il 12, 13 e 14 marzo. Nei primi due giorni si vota dalle 9 alle 18. Il terzo giorno dalle 9 alle 10. Il seggio sarà allestito nella sala degli avvocati, al piano terra del palazzo di giustizia di via Mazzini.

Nella lista informale "Uniti per l'avvocatura" sono candidati: Giuseppe Aiello, Salvatore Amato, Angelo Avanzato, Vincenza Gaziano, Diego Giarratana, Marco Giglio, Riccardo Gueli, Salvatore Infantino, Lucia Stefania La Rocca, Luigi Mulone, Antonio Provenzani, Annalisa Russello, Anna Salvago, Ilaria Sferrazza e Gianluca Sprio. 

Completano la lista dei candidati: Maria Alba Nicotra, Giovanni Crosta, Luca Collura, Anna Pira e il presidente uscente Antonino Maria Cremona. Ogni avvocato elettore potrà esprimere fino a dieci preferenze rispettando le quote di genere, ovvero votando non più di sei candidati di un sesso. 

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