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foto archivio

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"Rubò portafogli a una commessa del negozio", cade aggravante: prosciolta

I giudici della Corte di appello cancellano una condanna a un anno e 4 mesi per una 45enne

Ruba il portafoglio di un commessa da una borsa posta dietro il bancone della cassa: i giudici della Corte di appello di Palermo, ai quali si è rivolto il difensore della donna, l'avvocato Riccardo Gueli, ritengono che il furto non sia stato commesso con destrezza.

Il venir meno dell'aggravante, di fatto, cancella la condanna a un anno e quattro mesi di reclusione che era stata decisa, in primo grado, a Maria Coniglio, 45 anni, di Porto Empedocle. L'episodio al centro del processo risale al 24 luglio del 2015. La donna, approfittando anche della folla del periodo dei saldi, andò in un negozio di calzature e pelletterie del Villaggio Mosè e - secondo la ricostruzione dei fatti - approfittando di una disattenzione dei dipendenti, prelevò un portafoglio da una borsa che era stata conservata da una commessa dietro il bancone.

La vittima e un collega cercarono di fermarla ma la donna si allontanò rapidamente e fuggì grazie anche a una persona che l'attendeva a bordo di un'utilitaria nel parcheggio all'esterno.

La quarantacinquenne fu riconosciuta poco dopo, quando i carabinieri mostrarono alla commessa alcune foto. La dipendente del negozio, però, non formalizzò mai una querela. Circostanza che si è rivelata decisiva. In primo grado, il giudice monocratico Katia La Barbera le aveva inflitto 1 anno e 4 mesi di reclusione. La pena sarebbe stata superiore di un terzo se non avesse scelto il giudizio abbreviato.

La difesa ha chiesto alla Corte di appello di rivedere il verdetto sottolineando, fra le altre cose, che non sussisteva l'aggravante della "destrezza" anche perchè la borsa era stata lasciata aperta. Tesi che ha convinto anche i giudici che, dopo avere escluso l'aggravante, hanno emesso una sentenza di "non doversi procedere" per mancanza della querela. Il furto semplice, infatti, non è perseguibile di ufficio. 

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