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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca Favara

"Non screditò collaboratore di giustizia simulando dissociazione", assolto avvocato

Il penalista Salvatore Cusumano era stato accusato di favoreggiamento per i contenuti di una lettera con cui la fidanzata dell'aspirante pentito Mario Rizzo prendeva pubblicamente le distanze. La Procura aveva chiesto l'archiviazione

Assoluzione perchè il fatto non sussiste. L'avvocato penalista Salvatore Cusumano, 42 anni, come ha sostenuto fin dall'inizio della vicenda giudiziaria, non tentò di screditare l'aspirante collaboratore di giustizia Mario Rizzo simulando la dissociazione della compagna.

La sentenza, che accoglie le richieste dello stesso pubblico ministero Roberto Gambina e dei difensori, gli avvocati Salvatore Pennica e Leonardo Cusumano, è stata emessa dal giudice monocratico Giuseppe Miceli. L'imputazione, alla quale si arriva dopo la decisione del gip Francesco Provenzano di rigettare la richiesta di archiviazione formulata dal pm Alessandra Russo, scaturisce dalla diffusione agli organi di stampa di una lettera aperta con la quale una donna - Angela Russotto -, sorella di Gerlando, un cliente di Cusumano, si dissociava pubblicamente dalla scelta del compagno Mario Rizzo di avviare una collaborazione con la giustizia.

Rizzo, peraltro, come primo passo della collaborazione poi tramontata per la scarsa consistenza delle sue dichiarazioni, decise di accusare il cognato Gerlando Russotto facendolo arrestare con l'accusa di avere commesso un tentato omicidio in Belgio. La Procura della Repubblica di Agrigento, in un primo momento, ipotizzava che quella lettera, diffusa dagli organi di informazione, nell'agosto del 2018, sarebbe stata una montatura e, in particolare, che la donna si fosse dissociata dal fidanzato solo perchè Cusumano l'avrebbe costretta, come dichiarato in un primo momento, a firmare la lettera di suo pugno.

La finalità del penalista, secondo l'ipotesi iniziale, sarebbe stata quella di screditare Rizzo per salvare il proprio cliente.

Una vicenda, definita dai difensori di Cusumano durante il loro intervento conclusivo, "paradossale, frutto di distorsioni e valutazioni errate del gip. Si è dato credito alle accuse di una donna che ha cambiato sette versioni per via della relazione contrastata con Mario Rizzo".

Pennica, in particolare, ha sottolineato che "il padre della ragazza, infine, ha confermato la versione di Cusumano dicendo che la lettera è stata rielaborata dal penalista su richiesta della cliente che ha una scarsa istruzione e che è stata diffusa su iniziativa della donna".

Il giudice, dopo una camera di consiglio di poco più di due ore, ha emesso una sentenza di assoluzione che toglie ogni ombra sulla condotta del penalista.

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