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(foto ARCHIVIO)

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Mancano le discariche: i rifiuti agrigentini viaggiano per centinaia di chilometri

Dal capoluogo raggiungono il Palermitano, e poi Alcamo e il Catanese: tutto facendo lievitare i costi in modo incontrollato

Un sacchetto di spazzatura quanta strada fa prima di poter “riposare” in una discarica? Se viene dalla provincia di Agrigento (e in realtà, non solo) può farne quasi 400.

Sono questi i folli effetti delle problematiche che hanno portato alla chiusura di alcuni impianti e alla mancata autorizzazione di altri in varie zone dell’Isola e che nei giorni scorsi la Regione Siciliana ha, se si può, peggiorato una situazione che era già di per sé già molto complessa.

Da Palermo è arrivato l'ordine infatti che i rifiuti indifferenziati conferiti oggi a Trapani per essere biostabilizzati (ovvero trattati in modo tale che la porzione umida diventi meno inquinante) vanno poi inviati in due distinti impianti: una parte a Motta Sant'Anastasia e una parte a Grotte San Giorgio, entrambi nel catanese.

Volendo usare le distanze calcolate da google maps, quindi, un sacchetto di rifiuti parte da Agrigento e arriva alla stazione di trasferenza a Lercara Friddi (58 km). Da qui raggiunge Trapani (altri 96 km) e poi la parte di rifiuto trattata  si sposta fino a Lentini e Motta Sant’Anastasia, nel Catanese (oltre 300 km).

Questo con un aumento significativo dei costi complessivi e con un utilizzo di personale maggiore di quello realmente necessario se esistessero impianti in provincia.

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