Musumeci conferma le misure ma chiede deroga a Roma: "Tenere aperti teatri e cinema"

La Regione ha emanato la circolare sulle nuove regole, più stringenti rispetto al Dpcm. Intanto il governatore in tv ha espresso i suoi dubbi sulla scelta del Governo: "Se in questo momento è possibile far lavorare alcune categorie perché non lo si deve fare?"

Nello Musumeci

Il Dpcm dell'altro ieri ci lascia perplessi sulla chiusura alle 18 di ristoranti, pizzerie e bar: una situazione sinceramente penalizzante". Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, intervenendo a 'Tg2 Post'. "La realtà della Sicilia - ha aggiunto - non è quella di altre regioni del Nord. Non escludiamo che ci si possa arrivare, e speriamo di no, ma se in questo momento è possibile far lavorare alcune categorie perché non lo si deve fare?". 

La Regione conferma misure più restrittive

Intanto però a due giorni dal nuovo Dpcm la Regione - come anticipato sabato - emana una circolare che chiarisce quali misure, oltre a quelle nazionali, saranno in vigore. Resta il "coprifuoco serale": "Dalle ore 23 alle ore 5 del giorno successivo sono limitati gli spostamenti con ogni mezzo, ad eccezione degli spostamenti per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o d’urgenza, per motivi di salute, ovvero per il rientro presso il proprio domicilio, dimora o residenza".

Scarica la circolare della Regione

Linea più dura rispetto al resto d'Italia anche per i trasporti: "Nel rispetto delle misure di carattere sanitario finalizzate alla prevenzione e al contenimento dell'infezione da Covid-19 di cui alle disposizioni nazionali vigenti in materia, per il servizio di trasporto pubblico locale di linee urbane ed extraurbane su gomma è consentita l'occupazione del 50% dei posti a sedere e in piedi per i quali il mezzo è omologato. In ogni caso deve essere assicurato il distanziamento interpersonale di almeno un metro come previsto dalle vigenti disposizioni". La circolare specifica che "nelle giornate domenicali, l’attività di tutti gli esercizi commerciali attualmente autorizzati, compresi i centri commerciali e gli outlet, è consentita fino alle ore 14, ad eccezione di farmacie, edicole e tabaccherie a cui si applica il vigente orario di chiusura".

"Cinema e teatri chiusi non ha senso" 

Musumeci in tv ha espresso così i suoi dubbi in merito alle misure di contrasto all'epidemia di Coronavirus messe in campo dal governo nazionale con l'ultimo Dpcm. E sull'obbligo di chiusura per teatri e sale cinematografiche ha detto: "Consentire i musei aperti e i teatri chiusi mi sembra un 'non senso'. Ho riunito la giunta per chiedere di proporre a Roma una deroga, un protocollo a due tra Regione e governo centrale per il settore dei Beni culturali, in cui la Sicilia esercita la potestà legislativa, affinché si possano tenere aperti almeno teatri e cinema". 

"Le Regioni hanno cercato e continuano a cercare il confronto con il governo nazionale ma negli ultimi tempi da Palazzo Chigi arrivano condotte che non sembrano improntate al dialogo. Quando le Regioni fanno cinque proposte e soltanto una di queste viene accolta - evidenzia Musumeci -, la volontà del dialogo appare difficile". Secondo Musumeci "questa tragedia continuerà ancora per diversi mesi e noi - ha continuato - dobbiamo dare l'immagine di unità tra le istituzioni e mi auguro che questo tentativo di neocentralismo da parte di Roma possa essere fortemente riveduto ci si apra alle Regioni perché nessuno - ha concluso - conosce il territorio meglio di noi". Musumeci ha quindi suggerito: "Roma dia le linee generali, ma ogni governatore ha il diritto-dovere di assumersi le proprie responsabilità".

Intervistato dal Corriere della Sera, Nello Musumeci, ha poi puntualizzato: "Una scelta davvero irragionevole quella del governo Conte su palestre e ristoranti, cinema e teatri". E a proposito delle violente proteste contro il Dpcm afferma: "Episodi come quelli di Catania o Napoli vanno condannati senza se e senza ma. Tuttavia bisogna comprendere le ragioni della rabbia, se espressa in maniera civile si intende. E per questo avanzo una proposta al premier Conte: un protocollo che consenta alla Regione siciliana, per alcune materie, di derogare anche nelle misure estensive e non solo restrittive. Intanto - dichiara - ci permettano di aprire fino alle 23 ristoranti, bar, pizzerie. La chiusura alle 18 non ha senso. E' l'ora in cui cominciano a lavorare. Assurdo consentire l'asporto, con le persone in piedi in attesa del cibo. Non sarebbe più logico farle sedere al tavolo nel rispetto delle procedure anti Covid?". "In Sicilia - spiega - la situazione non è tale da giustificare una misura così restrittiva. Noi siamo all'ottavo posto per numero di contagi. Peraltro i ristoratori hanno adeguato le strutture". E sulle palestre: "Altro motivo di dissenso. Palestre che io non ho voluto chiudere".

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