Calano i furti, le rapine e i danneggiamenti: l'Arma è in festa e lancia un appello: "Possiamo aiutarvi"

Durante la cerimonia per i 205 anni dalla fondazione, ricordati anche i sei casi di omicidio risolti e il contrasto del del lavoro nero: individuati 102 irregolari ed elevate 340 mila euro di sanzioni

Un momento della cerimonia alla Valle dei Templi

"Grazie per la vostra umanità, che, da 205 anni, rende la caserma dei carabinieri la casa di tutti gli italiani. Abbiate sempre il sorriso sulle labbra!”. Il comandante provinciale dei carabinieri di Agrigento, il colonnello Giovanni Pellegrino, ringraziando e spronando i suoi uomini, ha fatto riecheggiare un messaggio importante: “Possiamo aiutarvi”.

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E' ai piedi del tempio della Concordia che i carabinieri agrigentini stanno celebrando l'anniversario della fondazione del corpo. Coinvolgente, come sempre, la sfilata e lo schieramento in armi del reparto di formazione che vede i carabinieri sia nella storica grande uniforme speciale, sia in uniforme di rappresentanza. Schierati anche i militari Forestali, i motociclisti, il nucleo operativo Ecologico, il nucleo Ispettorato del lavoro e i militari in missione all’estero.

IL VIDEO. Ecco le celebrazioni nella Valle 

Il "possiamo aiutarvi" - motto recentemente coniato - è stato cristallizzato dal bilancio, lusinghiero, tracciato proprio dal comandante provinciale. Perché, anche in quest'ultimo anno, i carabinieri non si sono risparmiati e su più "fronti" hanno combattuto un'autentica "guerra": quella per ripristinare e garantire legalità. Il colonnello Pellegrino ha ricordato l’operazione antimafia “Montagna”: il 29 giugno scorso sono stati arrestati altri 10 elementi di spicco ritenuti al vertice dei tre mandamenti e delle 16 famiglie mafiose. Arresti che si sono aggiunti ai 59 affiliati già bloccati il 22 gennaio. Ricordati anche tutti i cinque casi di omicidio risolti. "Ma è stato scoperto anche l'autore di un sesto omicidio: uno di quei casi irrisolti, annoverabili tra i cosiddetti ‘cold case’ - ha spiegato il comandante provinciale - e dopo oltre 25 anni è stato arrestato l’autore di un omicidio di mafia, commesso nel 1993, ai danni di un imprenditore che si era ribellato al pizzo imposto da Cosa Nostra. Ripetuti i blitz per fermare l’allarmante fenomeno dello spaccio, anche a giovanissimi, di droghe di varia natura” – ha ricordato il colonnello Pellegrino - . La più recente operazione è stata, infatti, quella denominata “Piazza pulita” con cui è stata smantellata una cellula straniera costituita da pusher che avevano, di fatto, occupato i vicoli di piazzetta Ravanusella e via Vallicaldi”.

“Senza precedenti, a Campobello di Licata, è stato, durante l’estate scorsa, il sequestro di oltre 30 tonnellate di marijuana grazie anche all’impiego di un drone. Per dare una cifra distintiva dello sforzo sinora compiuto, sono, in tutto,- ha spiegato il colonnello - oltre 114 gli spacciatori arrestati nell’ultimo anno, una tonnellata e mezzo la droga recuperata, oltre alle 10.326 piante di marijuana sequestrate nel Licatese. Non è sfuggito però nemmeno l’odioso fenomeno dei reati predatori: 18 sono stati i rapinatori assicurati alla giustizia. Ben 107 invece gli arrestati per furto”. Ricordata anche la “guerra” contro l’inquinamento ambientale – ad opera del nucleo operativo ecologico e del centro Anticrimine natura che permesso di sequestrare oltre 70 discariche abusive di rifiuti, di segnare 394 persone per abbandono di rifiuti ed elevare sanzioni per 236 mila euro. Contrastato anche il fenomeno del lavoro nero: individuati 102 lavoratori irregolari, nell’ambito di ben 185 accessi ispettivi, con oltre 340 mila euro di sanzioni. I controlli negli esercizi pubblici e di ristorazione, fatti assieme al Nas, hanno permesso di elevare oltre 71 mila euro di multe, con il sequestro di circa 22 quintali di alimenti mal conservati. Ben 734, il 30% in più rispetto all’anno precedente, sono state, nel 2018, le persone complessivamente arrestate, cui se ne aggiungono altre 301 in questi primi cinque mesi del 2019, con un trend di continua, ulteriore crescita.

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"Questi risultati sono stati conseguiti con quasi 135 mila ore di pattuglie e perlustrazioni svolte dall’inizio dell’anno che hanno portato al controllo di oltre 90 mila soggetti e di 63 mila veicoli. Ma anche, rispetto allo stesso periodo dell’anno passato, al generalizzato ridimensionamento in provincia dell’indice di delittuosità, con una riduzione di quasi il 40% dei furti in abitazione, di oltre il 20% delle rapine e di circa il 45% dei danneggiamenti seguiti da incendio".

Il colonnello Pellegrino ha ricordato, infine, la determinante attività di soccorso prestata dai carabinieri di tutte le stazioni in occasione del gravissimo e drammatico alluvione e dei disastrosi allagamenti del 4 novembre scorso. "Due furono le vittime, ma molte di più se ne sarebbero potute contare se oltre duecento carabinieri non avessero perlustrato per due giorni consecutivi, l’intero territorio provinciale, indirizzando i soccorsi dei vigili del fuoco e dei volontari - ha detto - . I carabinieri, facendosi spazio tra il fango e i cumuli di detriti, fecero evacuare decine di viaggiatori a bordo di due treni bloccati, a Cammarata e Comitini, dalla piena di un pericoloso torrente esondato. Ma l’intervento più valoroso si è svolto a Ribera: un pastore 25enne che aveva tentato di mettere in salvo il suo gregge improvvisamente era stato trascinato via dalle acque del fiume Platani esondato. I carabinieri della stazione di Cattolica Eraclea, facendosi strada a piedi nonostante la piena del fiume e poi a bordo di un trattore ne scandagliarono in lungo e in largo l'alveo, riuscendo infine a localizzare e salvare il disperso, in avanzato stato di ipotermia".

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