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L'inchiesta prosegue / Canicattì

Avvocato di Canicattì minacciato perché non vuole difendere Messina Denaro, Prefettura attiva misure di sicurezza

Il caso della telefonata minatoria verrà affrontato nel prossimo comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica

La Prefettura di Agrigento ha attivato misure di sicurezza (controlli da parte delle forze dell’ordine) per l'avvocato Calogero Montante di Canicattì, in attesa di affrontare il caso della telefonata minatoria nel prossimo comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

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La chiamata al penalista è arrivata, alle 14,02 di sabato, sul telefono cellulare, una utenza che è collegata, in deviazione di chiamata, con quella dello studio legale di Canicattì. 

L'avvocato Montante, mercoledì scorso, è stato nominato, presso il foro di Caltanissetta, difensore d'ufficio di Matteo Messina Denaro. Si tratta del processo d'appello sui mandanti delle stragi di Capaci e via D'Amelio, in corso a Caltanissetta, dove il boss è imputato. Un procedimento per il quale è stato già condannato all'ergastolo in primo grado, quando era ancora latitante. Messina Denaro avrebbe dovuto essere difeso da sua nipote, l'avvocato Lorenza Guttadauro, che ha però rinunciato in quanto figlia di Rosetta Messina Denaro, arrestata il 3 marzo. E' stato quindi nominato un avvocato d'ufficio e la scelta è ricaduta sul legale Calogero Montante di Canicattì che ha subito evidenziato "l'inopportunità di svolgere l'attività difensiva". Sabato la telefonata. 

“In questi casi, nell’immediatezza, si tende a considerare serie le minacce – ha detto ad Agi il procuratore generale facente funzioni di Caltanissetta, Antonino Patti - . Sono delle situazioni in cui è chiaro che chi ha responsabilità di protezione tende a valutare la situazione come seria, salvo poi essere smentito dalle indagini, come auspico, e scoprire che si tratti di un pazzo”. Nel corso della sua requisitoria, il Pg ha chiesto per l’imputato, la conferma della condanna all’ergastolo, già emessa in primo grado. 

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