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Cronaca

Aica, il presidente del Cda punta il dito contro i sindaci: "Serve separazione tra le cariche"

Il presidente Geraldino Castaldi in una relazione evidenzia tra le difficoltà di gestione anche il rapporto burrascoso con altri componenti del Cda e con gli amministratori

"Affinché il collegamento diretto con gli Enti locali territoriali, diventi effettivamente un elemento di forza e permetta ad Aica di spiccare il volo, è indispensabile però, che ognuno faccia la propria parte, mantenendo forte e chiara la separazione dei ruoli ed il rispetto delle norme statutarie di funzionamento".

E' un vero e proprio "monito" quello che il presidente del Cda di Aica Geraldino Castaldi sembra lanciare ai primi cittadini che compongono gli organismi della società consortile. Un dire: "ognuno stia al su posto" che non depone benissimo almeno rispetto al clima che si respira all'interno della società di gestione del servizio idrico.

Clima che in realtà sembra si respiri anche dentro lo stesso consiglio di amministrazione. Se avevamo già raccontato come fosse scontro aperto tra alcuni componenti, è lo stesso Castaldi a non lesinare stoccate che ci limitiamo a riportare integralmente.

"Il confronto in seno al CdA - scrive - è stato fin dall’inizio molto acceso e, se in qualche occasione si sono registrati comportamenti al limite delle regole - che per tale motivo vi sono stati segnalati – la dialettica instauratasi è stata, comunque, fonte di arricchimento per la società".

Quali siano questi "comportamenti", ma soprattutto di quali "regole" parli Castaldi non è chiaro.

Certo è che nella relazione torna, in chiusura, a ribadire "quanto difficile sia la reale applicazione dei principi di separazione tra le funzioni di indirizzo, pianificazione e controllo, che sono delegate per legge agli amministratori locali, e che vengono esercitate in seno all’Assemblea dell’Ati, e la gestione del servizio idrico integrato, che è attività propria della società di gestione", con il rischio che "la sovrapposizione dei ruoli porti a dialettiche fuorvianti, che non sono di aiuto al percorso gestionale intrapreso".

Se non è un'accusa nei confronti dei sindaci, poco ci manca.

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