Coronavirus e rientro in massa dalla Lombardia, i sindaci: "Segnalate la vostra presenza"

Giuseppe Pendolino che è stato, in strettissimo contatto, con la Prefettura da cui ha ricevuto indicazioni sul da farsi in merito all'arrivo di un paio di pullman, provenienti dal Nord, con a bordo un centinaio di agrigentini

La stazione di Milano (foto ANSA)

I sindaci di Agrigento ed Aragona, rispettivamente Lillo Firetto e Giuseppe Pendolino, hanno firmato l'avviso per il contenimento del rischio contagio da Coronavirus. A partire dalla tarda serata di ieri e per tutta la notte, sarebbero stati centinaia gli agrigentini che - in fretta e in furia - hanno abbandonato la Lombardia.

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"Chiunque, a partire dal quattordicesimo giorno antecedente la data di pubblicazione dell'ordinanza del presidente della Regione Siciliana numero 3 dell'otto marzo - scrive Firetto - abbia fatto ingresso in Italia dopo aver soggiornato in zone a rischo epidemiologico, come identificate dall'organizzazione mondiale della Sanità, o sia transitato e abbia vissuto nei territori della regione Lombardia e nelle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Pesaro, Rimini ed Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti, Alessandria, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli deve comunicare - ha scritto il sindaco di Agrigento nell'avviso - tale circostanza al Comune, al dipartimento di prevenzione dell'Asp, nonché al proprio medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta. Queste persone hanno l'obbligo di osservare la permanenza domiciliare con isolamento fiduciario, mantenendo lo stato di isolamento per 14 giorni dall'arrivo con divieto di contatti sociali, di osservare il divieto di spostamento e di viaggi, di rimanere raggiungibile per ogni eventuale attività di sorveglianza. La mancata osservanza dell'obbligo comporta la conseguenza sanzionatoria prevista dall'articolo 650 del codice penale, se il fatto non costituisce più grave reato".

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Stesso avviso ha sottoscritto il sindaco di Aragona Giuseppe Pendolino che è stato, in strettissimo contatto, con la Prefettura di Agrigento da cui ha ricevuto indicazioni sul da farsi in merito all'arrivo di un paio di pullman, provenienti dal Nord Italia, con a bordo un centinaio di agrigentini. "Sono al Comune e stiamo redigendo un documento da affiggere in tutti i bar, in tutte le attività commerciali per richiamare tutti all'attenzione e ricordare che chi è rientrato si deve autodenunciare alle autorità sanitarie - ha spiegato Pendolino - . Stiamo facendo campagna informativa, non possiamo fare altro!". La stessa cosa si accingono a fare, in queste ore, i sindaci di tutti gli altri Comuni Agrigentini siano o meno cittadine di rientro di lavoratori emigrati al Nord. 

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"A chiunque sia rientrato dalla Lombardia e dalle province inglobate nella zona 'rossa' può essere comunicato che, ai sensi dell'ordinanza numero 3 di oggi del presidente Musumeci ed in linea col decreto del presidente del Consiglio dei ministri, sono obbligate a notificare la propria presenza al medico di base, e ai pediatri di libera scelta - ha ribadito il prefetto di Agrigento Dario Caputo - .  Per domani abbiamo già in programma una seduta del centro coordinamento soccorsi". 

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