Covid-19, scatta l'obbligo di quarantena per chi arriva dalle zone "rosse"

A deciderlo, con un'apposita ordinanza, è stato il presidente della Regione Musumeci. Ma chi ha controllato i passeggeri provenienti da Nord sbarcati in queste ore in Sicilia?

Coronavirus, scatta l'obbligo di quarantena per tutti coloro che provengono dalle cosiddette "zone Rosse" individuate dal nuovo decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri.

A decidere l'applicazione della misura di garanzia è il presidente della Regione Nello Musumeci, che ha firmato una ordinanza che impone appunto l'obbligo per "chiunque sbarchi in Sicilia, con qualsiasi mezzo, provenendo dalle zone rosse del Nord" di informare il medico di base e porsi in autoisolamento.

Nella sua ordinanza, inviata già ai prefetti e ai sindaci, il governatore richiama le "competenze comuni a tutte le regioni italiane e quelle previste dal comma 2 dell’articolo 31 dello Statuto siciliano che conferiscono al presidente della Regione il potere di disporre delle forze di polizia in caso di necessità".

“Se tutti manteniamo la calma e il senso di responsabilità - dice il governatore -, riusciremo a gestire e superare anche questo particolare momento. Noi siciliani abbiamo affrontato ben altre calamità e  non ci arrendiamo. Ma ognuno faccia la propria parte”.

Certo è che i bus provenienti dal Nord Italia, così come i treni, sono in larghissima parte già giunti in Sicilia e anche nella nostra provincia. Sono stati effettuati controlli sulle persone che sono sbarcate dai mezzi?

Ecco quali sono le zone "rosse".

Stante al nuovo decreto della Presidenza del Consiglio per limitare il contagio da Coronavirus nelle regioni più colpite, "zona rossa" è oggi ritenuta, oltre la Lombardia, anche le province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti e Alessandria. Erano già dentro la "zona rossa" i comuni di Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D'Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia e Terranova dei Passerini in Lombardia e Vò in Veneto.

Cosa si rischia a non autodenunciarsi?

Come ha evidenziato il prefetto di Agrigento Dario Caputo nei giorni scorsi l'autodenuncia non è una facoltà, ma un effettivo obbligo di legge. Chi non dovesse rispettare le misure previste dal decreto della presidenza del Consiglio dei ministri rischia di finire nei guai per inosservanza dei provvedimenti d'autorità (l'articolo 650 del codice penale prevede l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino a euro 206). 

A chi rivolgersi per avere informazioni

Secondo regole, bisogna comunicare all'Asp se, entro 14 giorni dalla data di chiamata, si è vissuto o transitato da zone ritenute a rischio. In particolare bisogna telefonare al Dipartimento di prevenzione dell'Azienda sanitaria provinciale di Agrigento ai seguenti numeri:

Distretto di Agrigento: 3396738639

Distretto di Bivona: 3384148660

Distretto di Canicattì: 33123443319

Distretto di Casteltermini: 3336185977

Distretto di Licata: 3395008613

Distretto di Ribera: 3318123910

Distretto di Sciacca: 3341565298

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E' comunque possibile rivolgersi al numero unico d'emergenza 112 o al numero verde gratuito 800458787.

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