Sabato, 20 Luglio 2024
La statistica

Quanti interrogatori si svolgono in un anno? La città dei templi è decima nella classifica nazionale

Un dato sorprendente che viene fuori da una indagine condotta da “Cedat 85” su base Istat

Con poco più di 20mila interrogatori (20.013) rilevati nel 2021, la città di Agrigento è la decima in italia per numero complessivo. Nella rilevazione della “densità” di interrogatori (il rapporto interrogatori/abitanti) a risultare prima tra le province siciliane nel 2021 è Caltanissetta che si piazza al quarto posto a livello nazionale. 

Secondo un’analisi condotta su dati Istat da “Cedat 85”, ogni anno nel nostro Paese si svolgono oltre 830 mila interrogatori tra indagati, fermati e detenuti. Il 30 giugno, con l’entrata in vigore della riforma Cartabia, è scattato l’obbligo di registrare in audio o audiovideo le “escussioni”.  

Sono oltre 830mila gli interrogatori di indagati, fermati e detenuti che si svolgono in un anno in Italia, ovvero una di media 2.276 al giorno. Dal punto di vista dei numeri assoluti la regione nella quale si tengono più interrogatori è la Lombardia seguita dalla Sicilia che supera di poco la Campania. 

“Con la riforma Cartabia – afferma Gianfranco Mazzoccoli, presidente e fondatore di ‘Cedat 85’ - la fonoregistrazione e la videoregistrazione rientrano tra le ordinarie e obbligatorie forme di raccolta degli atti processuali, tra cui l’interrogatorio. Si capisce, perciò, come questi momenti delicati dell’azione giudiziaria debbano essere svolti nella massima sicurezza e, se possibile, non servendosi dell’infrastruttura Cloud, per sua stessa natura violabile. Da anni – aggiunge Mazzoccoli – lavoriamo, con un nostro brevetto, sulla trascrizione in tempo reale del parlato, siamo riusciti a ingegnerizzare questa tecnologia in un dispositivo “all in one” che si chiama Cabolo e prescinde dalla connessione Internet. Da qui nasce Cabolo Interview Kit, per registrare, trascrivere, archiviare digitalmente verbali di interrogatori in modo sicuro e con file crittografati: un verbale che identifica in modo univoco e protetto gli interlocutori, riportandone in maniera puntuale le dichiarazioni”.

Anche gli addetti ai lavori accolgono con favore il passaggio alla registrazione audio/video delle escussioni: “Con questo nuovo modo di documentazione - spiega Antonello Martinez, avvocato e socio fondatore dello studio legale Martinez&Novebaci - verranno soddisfatte in pieno le esigenze di velocizzazione del procedimento penale con il superamento dell’arcaico metodo di trascrizione riassuntiva della verbalizzazione. Verrà assicurata anche la vera applicazione dei diritti fondamentali dei soggetti coinvolti nel processo. Basti pensare – conclude Martinez – ad un interrogatorio di una persona indagata laddove potranno essere colte anche le minime sfumature delle dichiarazioni rese e si ridurranno tutte le varie interpretazioni sia da parte dell’accusa che della difesa”.

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