Gestione della piscina di Favara, risoluzione del contratto: è scontro

Il sindaco ha anticipato che il Comune procederà all'incameramento della cauzione fornita a garanzia degli impegni presi e non rispettati non pregiudicandosi la possibilità di agire per il risarcimento di eventuali danni

(foto ARCHIVIO)

Il contratto, sottoscritto nel 2014, da una società di servizi energetici: la Alaimo Costruzioni di Favara, è stato risolto in maniera nient'affatto consensuale dal Comune per presunti gravi inadempimenti dell'impresa. La "diatriba" è sulla piscina comunale di contrada Pioppo. Il sindaco Anna Alba e l'assessore alle Finanze Maria Laura Maggiore hanno elencato, ieri, gli inadempimenti della ditta condensati in un provvedimento del capo dell'Utc, l'ingegnere Alberto Avenia. All'Alaimo Costruzioni vengono contestati - secondo quanto riporta il Giornale di Sicilia - il mancato rispetto di alcune clausole contrattuali come la decisione “arbitraria e unilaterale” di non riaprire dopo la pausa estiva e, quindi, dal settembre 2018, l'impianto natatorio comunale e la mancata ripresa degli interventi di efficientamento energetico sul patrimonio edilizio comunale. Tutto ciò, secondo l'amministrazione comunale avrebbe comportato un grave danno economico per l'ente al quale sarebbe stato anche impedito il raggiungimento degli obiettivi del P.A.E.S. nonché la mancata riduzione dei costi di natura energetica.

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Il sindaco ha anticipato che il Comune procederà all'incameramento della cauzione fornita a garanzia degli impegni presi e non rispettati non pregiudicandosi la possibilità di agire per il risarcimento di eventuali danni. Ma già i responsabili dell'Alaimo Costruzioni srl fanno sapere che non accetteranno supinamente quanto deliberato dall'amministrazione comunale ricorrendo in tutti i gradi di giudizio consentiti. Insomma, il braccio di ferro instauratosi tra le due parti, una pubblica e l'altra privata, continuerà nelle aule dei tribunali, ordinari e amministrativi. 

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