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Giovedì, 23 Maggio 2024
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“Dal racconto al raccolto”, l’agricoltura e i sapori antichi per non sentirsi soli: ecco com’è andata l’iniziativa

Due giornate all’insegna del benessere, dell’inclusione sociale e della sana alimentazione. Gli anziani hanno ricordato come mangiavano più di 70 anni fa, quando ancora non si parlava neanche di “Dieta mediterranea”

Si chiama “Nessuno escluso” l'iniziativa che, in due giornate, ha creato il cosiddetto “Laboratorio dei ricordi” con il raccolto delle verdure e degli ortaggi che i soci dell’Università della terza età UniTre avevano precedentemente piantato e curato. Un ritorno alla natura, all’alimentazione sana e al benessere condito dai racconti dei pranzi e delle cene degli anni ’30, ’40 e ’50.

L’agricoltura diventa così il mezzo privilegiato per favorire l’inclusione sociale, per contenere la solitudine e alleviare l’isolamento aprendo le porte allo stare insieme migliorando, nel frattempo, il benessere di ogni persona.

Al centro culturale San Domenico a Canicattì si è svolto il “Laboratorio dei ricordi – L’alimentazione in età scolare prima della dieta mediterranea” mentre, nella sede dell’azienda Bio Di Loro a Racalmuto, si è svolto l’incontro sull’orto sociale seguito dal raccolto di ortaggi e verdure piantumati e curati dai soci della sezione di Canicattì dell’associazione UniTre, presieduta da Giuseppe Lauricella. Le azioni BenEssere e CondiVivo rientrano nel progetto finanziato dall’assessorato regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea, con il Psr Sicilia, Misura 16 - Sottomisura 16.9.

Dai campi alla tavola per riscoprire la natura e i sapori di un tempo: entra nel vivo il progetto “Nessuno escluso”

“Questa iniziativa - dice Lillo Alaimo Di Loro, scrittore e presidente del Consorzio Isola Bio Sicilia - è un elogio alla semplicità intesa come nuovo paradigma che risolve i problemi dell’alimentazione, del benessere, del ritrovare un giusto rapporto tra uomo e natura, dell’utilizzazione sostenibile delle risorse, del rispetto della biodiversità, della memoria e dei modelli virtuosi di stili di vita e alimentari. I soci di UniTre ci hanno raccontato come mangiavano negli anni ’30, ’40 e ’50, quando ancora non si era teorizzata la dieta mediterranea, oggi patrimonio mondiale dell’umanità. Credo che iniziative come questa servano a recuperare strategicamente i bisogni dell’umanità in fatto di alimentazione e di normalizzazione dei cicli di vita oltre a sottolineare l’importanza di un buon rapporto con la natura.

“Due giorni importanti – spiega Silvia Di Loro dell’azienda Bio Di Loro – che hanno consentito, a chi ha investito la vita nel lavoro e non ha mai potuto godersi le gioie della campagna e del biologico, di affacciarsi a un mondo nuovo apprendendo tecniche mai utilizzate e con la possibilità di gioire dei piccoli piaceri della vita, della raccolta e dello stare insieme conoscendo i semi, i terreni, le temperature. Conoscenze che possono essere trasferite alla vita quotidiana”.

“Riscoprire i valori della sana alimentazione - ha aggiunto Giuseppe Lauricella di “Noi dell’UniTre” - per riscoprire la vita all’aria aperta e tutto ciò che hanno sostenuto sempre le generazioni che ci hanno preceduto: un momento da valorizzare e incentivare e da trasmettere alle nuove generazioni. Abbiamo sostenuto questa iniziativa perché riguarda la natura e così, nel tempo, abbiamo piantato ortaggi e verdure che abbiamo visto nascere”.

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