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Farruggia e Galvano

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Farruggia e Galvano al sindaco Di Benedetto: “Quali interventi per il depuratore?”

Durante il sopralluogo abbiamo potuto constatare, come da foto che sono state scattate sui luoghi, lo stato di degrado e di abbandono in cui versa il depuratore comunale.

Santino Farruggia e Salvatore Galvano, entrambi ex assessori comunali, scrivono al sindaco  Giacomo Di Benedetto perché preoccupati della frana che si trova “a valle” del depuratore.

Questa la lettera inviata al primo cittadino dai due ex amministratori:

"Su invito di numerosi cittadini preoccupati dalla recente frana avvenuta in contrada Signore, ci siamo recati presso l’impianto di depurazione comunale.

Durante il sopralluogo abbiamo potuto constatare, come da foto che sono state scattate sui luoghi,  lo stato di degrado e di abbandono in cui versa il depuratore comunale.

A tal proposito, siamo costretti a constatare  che nonostante le segnalazioni di mare amico a seguito della frana, di pochi mesi fa, avvenuta nei pressi del depuratore, tutta l’area è ancora in uno stato di sfacelo e oggi  la frana  mette a rischio anche il perimetro dove insiste il depuratore.

Com’è possibile - continuano Farruggia e Galvano - che dopo i fatti di contrada Signore, le segnalazioni sulla strada di contrada Vanchitello e il grande scalpore che ha investito l’opinione pubblica per la frana al viale Della Vittoria di Agrigento, l’amministrazione comunale, sindaco Di Benedetto in primis, continui ancora a fare finta di nulla? 

Il depuratore comunale è stato oggetto di un grosso investimento, per il tramite di fondi regionali che sono stati stanziati durante la legislatura del sindaco Silvio Cuffaro, che ha permesso l’ammodernamento dell’impianto rendendolo uno dei migliori in provincia di Agrigento.

Oggi però l’area che è attorno al depuratore è in balia di gravi smottamenti di terreno causati da un evidente fenomeno di dissesto idrogeologico che interessa tutta quella zona da diversi mesi.

Sindaco - si chiedono Farruggia e Galvano - quali interventi per la messa in sicurezza del  depuratore?  Perché aspettare il verificarsi dell’ennesima tragedia annunciata?  

Tra l’altro un eventuale intervento “tampone”, e cioè da fare nell’immediato, consisterebbe nell’allocare una piramide di pietre contenitive proprio a ridosso della recinzione del depuratore, prima che nei prossimi mesi sprofondi anch’esso nell’enorme ammasso fangoso circostante.

Un intervento, come bene si comprende, di modesto peso economico per le casse comunali.
Ed ancora se dovessero riscontrarsi responsabilità o inadempienze da parte di Girgenti Acque, si invita il sindaco a porre in essere gli atti conseguenti per l’eventuale  diffida  alla realizzazione delle opere necessarie per il ripristino delle condotte adiacenti la frana di contrada Signore.

Pertanto - concludono Farruggia e Galvano - è palese l’urgenza di un intervento di riqualificazione in tutta quell’area e se ciò non accadrà nel breve termine  non escludiamo la possibilità di ricorrere alle competenti autorità giudiziarie al fine di tutelare l’incolumità e la salute dei cittadini raffadalesi.

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