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Cade il consiglio, ma nasce un nuovo gruppo consiliare

Ennesimo tentativo infruttuoso di portare a compimento il consiglio che è definitivamente caduto per mancanza di numero legale

Ancora un tentativo “sfortunato” da parte dei pur volenterosi consiglieri comunali di Raffadali, di portare a termine la riunione convocata, in prima istanza, per venerdì scorso, dal presidente del consiglio Stefano Curaba.

Il civico consesso raffadalese doveva pronunciarsi sulle linee programmatiche del nuovo piano regolatore generale e sul nuovo regolamento riguardante gli acquisti in economia.

Considerando i rinvii di un’ora di venerdì e sabato, è la quinta volta che il consiglio non entra nel merito dei punti in discussione per la mancanza del numero legale.

A questo punto sarà necessario riconvocare il consiglio, ex novo, e inserire i punti che il presidente riterrà opportuno.

Non conosciamo bene tutta la vicenda, ma pare, che molti commercianti di Raffadali non vedano di buon occhio, perché contrario ai propri interessi, il tentativo di innalzare il limite degli acquisti in economia da 100mila a 200mila euro.

A parte matrimoni e impegni vari dei consiglieri potrebbe spiegarsi in questo modo la caduta (è la prima volta durante l'attuale amministrazione) del consiglio comunale.

Nei pochi minuti però, in cui è rimasto operativo, tre consiglieri comunali ne hanno approfittato per rendere nota la costituzione di un nuovo gruppo consiliare.

In particolare i consiglieri Totò Alaimo, Stefano Galvano e Francesco Gambino hanno comunicato di aver costituito il gruppo denominato “Azzurri per Raffadali”, il cui capogruppo sarà Stefano Galvano.

“Il gruppo – spiegano in una nota i tre consiglieri – che continuerà a fare opposizione,  nasce innanzitutto da una valutazione della situazione politica locale che oggi appare condizionata da interessi verticistici e da privilegi particolari, che abbracciano un po’ tutte le forze politiche presenti in Consiglio.

Il gruppo Azzurri per Raffadali rappresenta il coinvolgimento di tutti i cittadini che vogliono dare il proprio contributo come cittadinanza attiva e che non sia asservita o controllata da interessi riservati a pochi, cercando di coniugare l’impegno civico dando spazio a forze giovani capaci di raggiungere obiettivi comuni utili per tutta la comunità raffadalese”.

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