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Daniele Arena

Daniele Arena

Akragas-Roccella, le pagelle: Daniele Arena il migliore

I suoi venti minuti "valgono tre punti". Un talento così puro non può rimanere in panchina. Nell'epoca Betta, Daniele guardava la sua Akragas dalla tribuna; oggi si gode la nomina di uomo partita. Ha un impatto perfetto con il match, il cross per il gol di Meloni è il suo: millimetrico e preciso, Feola ci azzecca. Il migliore

Nona giornata di campionato in casa Akragas. Nel silenzio dello stadio "Esseneto" i biancazzurri hanno agguantato un pareggio contro l'umile ma tosta Roccella. 

Le pagelle

Antonio Lo Monaco 5,5. La barriera posizionata da lui stesso è apparsa larga e quasi scomposta. Laaribi ha calciato la punizione, la palla è finita in rete e la responsabilità in parte è stata del portiere dell'Akragas. Il pallone si è depositato sul palo che lui stesso doveva difendere. 

Pietro Dentice 6,5. "Posso giocare sia a destra che a sinistra". Erano state queste le parole dette in una conferenza stampa dal giovane di Torre Annunziata. Il "corridore" di casa Akragas ieri ha percorso la sua fascia non fermandosi mai e all'occorrenza si è ripiegato bene in copertura. Coraggioso.

Vittorio Terminiello 6. Non osa quasi mai, ma in copertura è andato bene. Il giovane ex Sorrento ha stoffa, corre e rincorre senza paura. 

Ciccio Vindigni 6,5. La garanzia, da un po' di tempo, porta il nome di Ciccio Vindigni. Unica macchia della partita la punizione quasi inevitabile che poi Laaribi ha trasformato in gol. Vindigni nel primo tempo sfiora anche il gol, carica i suoi e come sempre alza l'asticella del suo rendimento. Indispensabile.

Sasà Astarita 6,5. Con Feola è diventato un punto fermo della difesa a 4. Dalle sue parti non si passa, in ogni calcio d'angolo della sua squadra diventa quasi un attaccante aggiunto. Chiama spesso all'ordine il suo "figlioccio" Terminiello e agisce da leader. 

Davide Baiocco, 5,5. Da lui non ci si aspetta l'eccessivo nervosismo. Ammonizione prima e rosso diretto dopo, uno sbaglio che gli costerà caro. Prima dell'espulsione Baiocco era stato il solito "giovincello" tutto cuore e classe. Feola dalla prossima partita avrà un problema in più.

Alessandro Bonaffini, 6. Con il centrocampo a due, Ale deve solo coprire e non attaccare. Riesce a tenere botta per quasi 90 minuti, il duttile Bonaffini non delude mai. Bravo.

Andrea Risolo, 6. Entra in campo nel momento cruciale della partita, sale in cabina di regia e prova a mettere ordine. Il salentino ha tanta personalità e voglia di riprendersi il posto da titolare. Caparbio.

Tresor Dezai 6. Corre e smanaccia, inciampa e si rialza. Sfiora il gol e spesso è impreciso sotto porta. Feola si fida, ma per quasi tutta la partita dalla panchina è salito un urlo: "Tressò".  Il tecnico biancazzurro non gli perdona quasi nulla, cambiando anche il suo nome con una simpatica cadenza campana. 

Giuseppe Meloni, voto 7. Nel primo tempo ha sprecato almeno cinque palle gol. E' stato sempre un pericolo per la difesa del Roccella che non lo ha mai preso, il portiere Legrottaglie questa notte lo avrà sicuramente sognato. Meloni ieri è stato un vero incubo per l'estremo difensore ospite. L'ex Savoia ha pareggiato i conti allo scadere, facendo respirare Silvio Alessi. Rinato.

Emanuele Catania, 5,5. Siamo abituati a un Emanuele migliore. Corre tanto ma conclude poco, prova a sbloccare un risultato ma è fermato da due suoi stessi errori.

Nicola Arena 6. Il suo stop di tacco al volo andrebbe immortalato e messo all'ingresso dello stadio "Esseneto". Per il resto, Nicola è alla sua seconda partita di sacrificio. Il nuovo modulo di mister Feola, lo costringe spesso a ripiegarsi nelle corsie e non accentrarsi mai. Il gol su azione gli manca e con questo nuovo metodo di gioco arriverà con meno frequenza. Le sue due punizioni dal limite sono da rivedere. 

Roberto Chiaria 5,5. A Feola serve una torre e lui ci prova. Entra in campo in un momento frenetico e disordinato del match, tentando con successo di tenere la squadra alta.

Daniele Arena 7. I suoi venti minuti "valgono tre punti". Un talento così puro non può rimanere in panchina. Nell'epoca Betta, Daniele guardava la sua Akragas dalla tribuna, oggi si gode la nomina di uomo partita. Ha un impatto perfetto con il match, il cross per il gol di Meloni è il suo: millimetrico e preciso, Feola ci azzecca. Il migliore.

Mister Vincenzo Feola, 6. Le urla dalla panchina hanno riempito lo stadio "Esseneto", un guerriero alla corte del "gigante" non fa mai male.

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