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L'apologia di D'Orsi davanti al Consiglio provinciale

L'apologia di D'Orsi davanti al Consiglio provinciale

L'apologia di D'Orsi davanti al Consiglio provinciale

Il presidente della Provincia prende la parola per chiarire la vicenda politica e giudiziaria che...

Al Consiglio provinciale riunitosi stasera nella sala Pellegrino, ha preso parola prima dell'inizio dei lavori, il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, per chiarire ancora una volta pubblicamente la vicenda che lo vede coinvolto.

Una lunga dichiarazione, volta a spiegare la sua "versione dei fatti" di tipo politica, non giudiziaria, perchè "questa aula non può essere trasformata in un'aula di giustizia" chiarisce D'Orsi. Dichiarazioni che raccolgono il tipo di strategia politica adottata dallo stesso presidente in questi anni di governo, caratterizzate da un notevole risanamento finanziario e da riduzioni della spesa in molti settori. "La Provincia di Agrigento è risultata essere tra le più virtuose grazie alla parsimonia con la quale ha gestito i fondi, tanto da riuscire a ottenere uno sconto del patto di stabilità di circa 1 milione di euro che abbiamo messo in circolazione. Inoltre questo presidente è risultato essere tra i più amati secondo il Sole 24ore", afferma D'Orsi davanti all'assemblea. L'aver tagliato gli sprechi al fine di ridurre la spesa, secondo il presidente della Provincia, costituice l'antefatto e il motivo scatenante la conflittualità emersa nei suoi confronti, fatta di intimidazioni, danni alle sue proprietà, lettere e cartoline contenenti minacce di morte e offese.

La tentazione di addentrarsi nella questione giudiziaria e sull'indagine in corso è stata però troppo forte e D'Orsi ha motivato la mancata compilazione dell'oggetto nelle fatture fiscali incriminate, "un equivoco che verrà chiarito dalla Magistratura", e ha citato la vicenda dell'acquisto delle palme, "piante che non sono state pagate dalla Provincia, perchè niente che sia stato acquistato dell'Ente è finito nella mia proprietà".

A conclusione dell'intervento, Eugenio D'Orsi ha letto con commozione una lettera scritta dai suoi uomini della scorta della Guardia di finanza, parole che dichiarano la loro vicinanza al presidente. Scorta alla quale D'Orsi ha rinunciato appena scoppiata la vicenda giudiziaria.

Dopo l'intervento, nessun consigliere ha preso la parola per alcune dichiarazioni in merito a quanto detto da D'Orsi. Un atteggiamento apprezzato dal presidente, che nell'intervista ha affermato essere stato un atto di "complicità" emotiva, aggiungendo che "evidentemente hanno condiviso totalmente le mie affermazioni".

"Mi fido della Magistratura - dichiara alla stampa D'Orsi -  e qua ad Agrigento abbiamo una delle migliori risorse che la Magistratura possa avere. Ho portato questo argomento in Consiglio su invito del Pd e di altri partiti e consiglieri, ma soprattutto per la gente che mi ha votato. Fino a ieri nessuno mi contestava tutto questo, oggi invece si, e mi auguro che la giustizia possa valutare atti e fatti".


Foto di Calogero Montana Lampo


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