Porti chiusi alle Ong, deputati cinquestelle agrigentini: "Fermezza per evitare i focolai"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

"Con un decreto interministeriale il governo dichiara che i porti italiani non sono "luogo sicuro" per accogliere i migranti a causa dell'emergenza sanitaria; in un momento complicato come quello della diffusione di un’epidemia, agire con fermezza vuol dire aiutare tutta la popolazione, evitando di creare possibili focolai di contagio" - queste le affermazioni di Azzurra Cancelleri, Vita Martinciglio, Filippo Perconti, Dedalo Pignatone e Michele Sodano, portavoce del Movimento Cinque Stelle alla Camera dei Deputati e Giovanni Di Caro, Matteo Mangiacavallo portavoce ARS.

"La situazione critica a livello sanitario ha costretto l’Italia a decidere la chiusura dei porti ai migranti, come si legge nel decreto. Questo perché non sarebbero garantite le necessarie attività di assistenza, visto che medici e operatori sono impegnati nella lotta al coronavirus - evidenziano i deputati - abbiamo già presentato un'interrogazione parlamentare per segnalare le difficoltà dei comuni che non possono sostenere l'accoglienza dei migranti, le strutture non sono oggettivamente idonee a garantire la salvaguardia della salute sia dei richiedenti asilo, sia dei lavoratori dell'accoglienza e pertanto la salute collettiva".

"I pericoli e le difficoltà dell’emergenza Covid-19 e delle misure che l’accompagnano, rischiano di essere ancora maggiori se, come già successo a Porto Empedocle (città dove era arrivato l'egiziano di 15 anni positivo al virus, trasferito ieri nell’hot spot di Pozzallo) i migranti possono finire facilmente fuori dai percorsi di accoglienza, luoghi in cui è particolarmente complicato rispettare misure di distanziamento sociale e dove spesso mancano strumenti di sorveglianza adeguata"

"Oggi la questione diventa prioritaria di fronte alle nuove regole imposte contro la diffusione del Coronavirus, le strutture sanitarie versano in uno stato di grave difficoltà; a livello locale e nazionale siamo presenti e attivi nel controllo e nel monitoraggio di questa situazione, consapevoli che tutta Italia è sotto pressione per quanto sta accadendo: lo sono i cittadini, ma lo sono soprattutto i medici ed i volontari. 
L'approdo di migranti potrebbe assestare un colpo molto duro a livello organizzativo per le comunità che hanno sempre accolto, e adesso non possono offrire standard e controlli di sicurezza adeguati per il corretto proseguimento della quarantena" - concludono i parlame
 

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