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Domenica, 19 Maggio 2024
Ecco il perché e l'iter

Quei fastidiosissimi tappi inseparabili dalle bottiglie di plastica, obbligatori da luglio

L'obiettivo è ridurre l'inquinamento e facilitare il riutilizzo, ma non mancano i dubbi

Dal 3 luglio, tutte le bottiglie di plastica dovranno avere il tappo sia attaccato. Una novità già messa in pratica da alcuni marchi, ma che fra tre mesi sarà obbligatoria. L’input arriva dalla commissione europea. Sarà capitato anche voi di trovarvi ad aprire una bottiglia di plastica senza che il tappo si stacchi completamente. Non è un errore nella produzione. Il motivo è una nuova regola per ridurre l'inquinamento.

Una regola che per molti è fonte di fastidio, specie quando è il momento di versare il contenuto della bottiglietta in un bicchiere, con quel tappo sempre tra le dita. Per non parlare poi del rischio di vedere gettare oltre al tappo, anche la bottiglietta, con moltiplicazione dell'inquinamento, invece che una riduzione come auspicato.

La svolta green 

La svolta green decisa da Bruxelles scattò nel 2018. I vari interventi normativi avevano l’obiettivo di rendere tutti gli imballaggi immessi nel mercato europeo riutilizzabili o riciclabili “in modo efficace sotto il profilo dei costi” entro il 2030.

L’accento è posto sulla prevenzione: la riduzione, cioè, alla fonte, dell'impiego di materiale. Si punta inoltre sul riutilizzo. Gli impegni sono stati, peraltro, ripresi nel Green deal europeo. Nel maggio 2019 arrivò la direttiva Single use plastic (Sup), pensata per contrastare la dispersione di articoli di plastica monouso in mare. L'obiettivo era, ed è, arrivare all'estinzione di piatti, stoviglie, cannucce, bastoncini cotonati, aste per palloncini, mescolatori per bevande, contenitori per alimenti e bevande in polistirene espanso; riduzione del consumo di tazze e bicchieri per bevande e di alcuni contenitori in plastica monouso per alimenti. 

Nessuno stop alla contestata direttiva 

LItalia è tra i leader continentali nella produzione di plastica con una filiera che dà lavoro a centinaia di migliaia di persone e un giro di affari pre-Covid da 30 miliardi di euro. Per non parlare dell’indotto chimico. 

Tornando ai tappi, un gruppo di aziende del settore, tra cui Coca Cola, Danone, Nestlè e Pepsi, avevano provato a bloccare la direttiva nel 2018,  probabilmente per non andare incontro a un aumento dei costi legati a cambiamenti del ciclo produttivo. Ma di fronte all'irremovibilità di Bruxelles hanno ceduto. Coca-Cola porta sul mercato globale 3 milioni di tonnellate l'anno, che fanno oltre 120 miliardi di bottiglie: se messe in fila coprirebbero per più di sessanta volte la distanza tra la Terra e la Luna. 

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