Ati, continuano le polemiche: Pace chiede convocazione dell'Assemblea

Parte anche il "fuoco amico" contro Alba: il consigliere Sanfratello (M5S) chiede al sindaco di relazionare in aula sulla decisione presa

(foto ARCHIVIO)

Dopo le dimissoni "a sorpresa" del sindaco di Favara Anna Alba dal direttivo dell'Ati non si placano le poelmiche. A "rilanciare" è in tal senso il primo cittadino di Ribera, Carmelo Pace, il quale ha chiesto al presidente dell’Assemblea territoriale idrica la convocazione immediata dell’organo. "Tale decisione - si legge in una nota - è scaturita dal fatto che il primo cittadino condivide in pieno le motivazioni della collega che lamenta l’immobilismo dell’organo che si occupa del servizio idrico integrato in provincia di Agrigento e soprattutto perché l’Ati è chiamata ad assumere decisioni importanti e improcrastinabili.
Spero che questo gesto possa dare il giusto impulso ai sindaci al fine di rappresentare l’interesse di tutti i cittadini - continua Pace -. Non possiamo perdere altro tempo prezioso bisogna dare certezze e una governance stabile per la gestione del servizio idrico integrato a tutti i 43 Comuni della Provincia. I nostri cittadini hanno bisogno di risposte certe e inequivocabili che devono andare nella direzione di un servizio efficiente, ma soprattutto sussiste la necessità di mirare al risparmio delle bollette dell’acqua che continuano ad essere troppe care”.

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Le dimissioni di Alba hanno avuto conseguenze anche dentro la sua stessa compagine politica e amministrativa: a chiedere infatti un consiglio comunale aperto e straordinario è stato il consigliere Carmelo Sanfratello, del Movimento 5 Stelle, ma in posizioni non in linea con l'Amministrazione. "Il sindaco Alba vorrà riferire in aula quali tra le sue proposte non sono state accolte e/o rimandate portandola a rassegnare le dimissioni. Le motivazioni sull’immobilismo dell’Ati non sono sufficientemente chiare, pertanto occorre una presa di posizione forte non più rinviabile da parte dei sindaci e dei consigliere comunali. Per tale motivo - continua - oggi inviteró i presidenti del consiglio dei 27 comuni consegnatari delle reti a convocare un consiglio comunale straordinario e aperto e invitare i propri sindaci a riferire i lavori svolti nelle assemblee dell’Ati idrico invitando al contempo le associazioni di categoria. È ora di fare chiarezza e rendere trasparenti quali azioni sono state
intraprese dall’Ati per il ritorno all’acqua pubblica".

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