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Economia

Rigassificatore di Porto Empedocle, "tiene" l'autorizzazione paesaggistica della struttura

Il Tar ha dichiarato perento il ricorso presentato da alcune associazioni ambientaliste, dell'opera però non si parla più da anni

Il progetto del rigassificatore sembra non muovere più alcun passo, ma il percorso autorizzativo resta perfettamente in piedi. Il Tribunale amministrativo regionale nei giorni scorsi, infatti, ha dichiarato perento il ricorso presentato da Legambiente, Arci Sicilia e Cittadinanzattiva contro l’assessorato regionale ai Beni culturali, Parco archeologico della Valle dei Templi e il Comune di Porto Empedocle,  per ottenere l’annullamento del decreto del 2008 con “il quale è stato espresso giudizio di compatibilità ambientale postivo con condizioni e prescrizioni in merito al progetto relativo ad un termina di ricezione e rigassificazione di gas naturale liquefatto e relative opere nel comune di Porto Empedocle”.

Il ricorso, dicono i magistrati, è stato regolarmente depositato ma non è stata presentata nessuna nuova istanza di fissazione dell’udienza, ed è stato quindi prescritto. Sul fronte dei ricorsi e delle battaglie legali, circa un mese fa fu il Comune di Agrigento a presentare ricorso al Tar per ottenere l'annullamento del progetto di realizzazione di un gasdotto tra l'impianto (mai realizzato) e la rete metaniera.

Enel Nuove energie, ad oggi, sembra aver archiviato l’idea di costruire il rigassificatore a Porto Empedocle, avendo consumato un unico tentativo, mesi fa, ovvero quello di ottenere il riconoscimento di opera strategica, così che fosse lo Stato a investire le risorse oggi necessarie per tenere acceso un impianto inutile, stante le nuove vie attraverso cui il gas arriva nel nostro Paese.

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