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"Truffa alle finanziarie con false identità", decise due assoluzioni

Secondo la Procura, facevano parte di una banda che "fabbricava" documenti e buste paga per raggirare istituti di credito

Assoluzione perché il fatto non sussiste: questa la decisione del giudice monocratico del tribunale di Agrigento, Alessandro Quattrocchi, che ha scagionato i due imputati dell’inchiesta che ipotizzava una truffa alle società finanziarie con false identità, che non avevano scelto riti alternativi e sono stati, quindi, giudicati in dibattimento.

Si tratta di Angela Latona, 50 anni e Alfonso Piazza, 53 anni, entrambi di Agrigento. I due imputati (difesi dall’avvocato Floriana Salamone) erano accusati di avere fatto parte di una banda che acquistava auto con false identità e poi otteneva finanziamenti che non venivano onorati ma non solo. Il gruppo di presunti truffatori, secondo l’ipotesi iniziale della Procura che ha retto solo in minima parte al vaglio del processo, si avvaleva del titolare di un’agenzia di disbrigo pratiche, e avrebbe falsificato anche le carte di circolazione alla Motorizzazione. Fra le contestazioni anche quella di avere fatto shopping di lusso in un negozio abbigliamento utilizzando false identità e staccando assegni di conti che neppure esistevano.

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