Assunzioni di categorie protette, il Tar: "L'Asp dovrà garantire trasparenza"

A presentare ricorso al Tar una donna che aveva chiesto l'accesso agli atti e che si era già rivolta al tribunale del lavoro

Chiede l'assunzione all'Asp di Agrigento in quanto figilia di vittima per causa di lavoro: il Tar da ragione ad una sessantenne agrigentina.

La donna, operatore socio sanitario, aveva tentato di ottenere l'assunzione in qualità di categoria protetta nel 2016, ottenendo tuttavia il diniego dell'Azienda sanitaria, che sosteneva che le assunzioni non dovessero avvenire per chiamata diretta ma attraverso i centri per l’impiego. La donna ha quindi presentato un ricorso al Tribunale del lavoro ma, in pendenza del giudizio in questione, il Ministero del Lavoro ha pubblicato un nuovo prospetto informativo relativo alla quota di riserva dell’Asp di Agrigento di potenziali assunti nelle categorie protette, dal quale risultava che a fronte della quota riservata di 20 posti disponibili, l’Amministrazione, al 31 dicembre 2018 avesse impiegato n. 28 lavoratori, precludendo, in tal modo, ogni ulteriore assunzione obbligatoria di lavoratori appartenenti alla categoria protetta in questione. 

La donna quindi presenta una richiesta di atti all’Asp di Agrigento per avere le attestazioni Inail dalle quali evincere il diritto all’inserimento tra i dipendenti rientranti nelle categorie protette per ognuno dei nominativi inseriti dall’Amministrazione.

Decorso inutilmente il termine di 30 giorni dalla richiesta di accesso, nel maggio 2019, la donna, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino, Mario La Loggia e Rosario De Marco Capizzi, proponeva ricorso avverso il silenzio dell’Amministrazione, davanti al Tar Palermo, al fine di ottenere l’esibizione della documentazione richiesta. 

I giudici amministrativi, condividendo le tesi difensive degli avvocati Rubino, La Loggia e De Marco Capizzi, ha accolto il ricorso proposto, annullando il provvedimento di diniego dell’Asp di Agrigento ed ordinando all’amministrazione di "consentire l’accesso a tutta la documentazione richiesta dalla sig.ra R. C".

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Con lo stesso provvedimento, inoltre, il Tar Palermo ha condannato l’Asp di Agrigento a pagare in favore della sig.ra R. C. le spese del giudizio liquidate in mille euro.

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