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(foto d'archivio)

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Spari contro migranti, si apre anche l'inchiesta per omicidio

Fino a ieri l'ipotesi era solo quella di tentato omicidio visti gli elementi in possesso della Procura agrigentina: oggi, con l'arrivo a Pozzallo del cadavere del gambiano ucciso da colpi d'arma da fuoco, la Procura di Ragusa ha aperto anche l'inchiesta per omicidio

Fino a ieri l'ipotesi era solo quella di tentato omicidio visti gli elementi in possesso della Procura agrigentina : oggi, con l'arrivo a Pozzallo del cadavere del gambiano ucciso da colpi d'arma da fuoco, la Procura di Ragusa ha aperto anche l'inchiesta per omicidio.

"La prova che mancava" è proprio il corpo giunto a bordo della nave Dignity battente bandiera panamense e approdata con 292 persone soccorse nelle scorse 48 ore nel Canale di Sicilia.

Secondo la testimonianza resa dal giovane ferito a un polpaccio, e per questo trasportato in elicottero prima a Lampedusa e poi all'ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, a fare fuoco sarebbero stati miliziani libici da una motovedetta.

Da quanto raccontato dal 32enne gambiano, dichiarato fuori pericolo dai sanitari, i miliziani avrebbero chiesto denaro ai migranti e al loro rifiuto si sarebbero vendicati sparando e colpendo a morte un uomo.

Il cadavere è stato trasferito nell'obitorio del cimitero di Pozzallo, dove verrà eseguita l'autopsia; mentre gli altri occupanti il gommone sono in queste ore interrogati dagli uomini del gruppo interforze che dovranno ricostruire l'accaduto.

Dalla Libia finora è arrivata una generica smentita: «Non spariamo mai contro imbarcazioni di migranti», avrebbe detto ieri il colonnello Reda Issa, comandante delle motovedette del "Settore centrale".

Intanto, dopo alcuni giorni in cui i flussi di migranti nel canale di Sicilia si erano ridotti, gli arrivi soltanto oggi hanno superato i mille: ai 292 di Pozzallo si aggiungono i 361 migranti giunti a Lampedusa (dove 200 sono stati portati via dal centro d'accoglienza); i 512 arrivati al molo Marconi di Messina.

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