L'incidente mortale dopo la fuga da Villa Sikania, le reazioni: "Struttura inadeguata, lo diciamo da tempo"

Il sindaco: "Si affaccia sulla statale 115 e questo agevola le prospettive di fuga che hanno i migranti, ma ospita anche un numero di persone superiore rispetto a quella che è la capacità ricettiva autorizzata"

Il sindaco Leonardo Lauricella durante un passato sit-in davanti Villa Sikania

"Quanto è accaduto stanotte è la prova provata che la struttura è inadeguata, sia per l'ubicazione all'interno del centro abitato che per la capacità ricettiva. Siamo tutti amareggiati per l'incidente e la morte del giovane eritreo, così come siamo preoccupati per i poliziotti feriti. La popolazione, adesso più che mai, è allarmata". Lo ha detto il sindaco di Siculiana, Leonardo Lauricella il cui mandato amministrativo è in scadenza. Ma anche Confcommercio, con il suo presidente Francesco Picarella, ha espressamente puntato l'indice contro l'inadeguatezza di Villa Sikania. 

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Il sindaco: "La popolazione è allarmata". 

"La struttura è inadeguata, lo diciamo da tempo, sia perché è nel centro abitato, perché si affaccia sulla statale 115 e questo agevola le prospettive di fuga che hanno i migranti. E' inadeguata anche per il un numero di migranti che ospita, molto superiore rispetto a quella che è la capacità ricettiva autorizzata. E in un momento di emergenza sanitaria - ha spiegato, stamani, il sindaco uscente di Siculiana - questo non rispetto della capacità ricettiva determina un pericolo per la salute della mia comunità e anche per loro stessi. La popolazione è allarmata, comprendo perfettamente i concittadini che si trovano davanti gente che fugge dalla struttura, che si arrampica sulle case e sulle inferriate". Lauricella subito dopo il suo insediamento ha chiesto la chiusura, proprio perché inadeguata, di Villa Sikania. "Ultimanente, con deliberta del consiglio comunale, abbiamo nominato l'avvocato Rubino per verificare la legittimità delle autorizzazioni rilasciate e cheidere un risarcimento danni. Perché questa comunità - ha concluso - ha subito e subisce danni all'immagine ed economici e un duro colpo al turismo".

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Confcommercio: "A rischio i migranti e le forze di polizia"  

"Dopo quello che è accaduto la scorsa notte, sulla statale 115, è chiaro ed evidente che la struttura Villa sikania risulta assolutamente inadeguata, per il mantenimento del presidio e per il controllo volto a garantire la permanenza degli ospiti in quarantena - ha scritto Francesco Picarella, presidente di Confcommercio - . Il diretto accesso sulla statale 115 mette in grave rischio i migranti e inevitabilmente anche le forze di polizia che devono garantire il controllo della struttura. La morte del migrante ed il ferimento dei poliziotti meritano importanti riflessioni sul ruolo degli hotspot, ribadendo la necessità di adozione di provvedimenti conseguenziali per garantire il cittadino".

I sindacati di polizia: "Sistema ingestibile" 

“Molti mesi di appelli inascoltati e i prevedibili risultati non si sono fatti attendere: oggi piangiamo la morte di un ragazzo eritreo, ma ci è mancato poco che dovessimo piangere anche per i poliziotti che ogni giorno sono costretti a ricorrere su una superstrada altri giovani migranti su cui i servitori dello Stato devono vigilare all’interno di strutture clamorosamente inadeguate. Con il preciso divieto verbale di intervenire preventivamente in sicurezza quando la situazione lo richiede, ma l’obbligo di farlo quando c’è la fuga, la sicurezza va a farsi benedire, come i fatti dimostrano”. Lo ha scritto Vincenzo Chianese, segretario generale di Es polizia. “Cosa deve capitare ancora prima che si decida di adeguare le strutture come Siculiana e Monastir, solo per fare due esempi alle esigenze di sicurezza determinate dall’innegabile impennata degli arrivi nel nostro Paese proprio durante questa insidiosa pandemia? - prosegue il sindacalista - . A repentaglio c’è prima di tutto la salute dei migranti non contagiati, che sono costretti alla promiscuità con gli ospiti dei centri contagiati, ma anche quella di poliziotti, carabinieri e finanzieri e delle relative famiglie. Le rivolte sono ormai quotidiane e vanno fronteggiate senza intervenire e in assenza di protocolli e protezioni adeguati”.

"Una tragedia evitabile. E morto un migrante, poteva morire un poliziotto. E inaccettabile che possa  perdere la vita così qualsiasi persona. I temi dell'immigrazione, come sosteniamo da tempo, non possono essere trattati come emergenziali e soprattutto non come questioni di ordine pubblico". Lo sostiene  Daniele Tissone, segretario generale del sindacato di polizia Silp  Cgil. "La politica deve avere la forza - dice Tissone - di dare risposte  certe ai cittadini, ai poliziotti e a chi arriva nel nostro paese: bisogna coniugare sicurezza e accoglienza, non c'è altra via. Per  farlo però servono regole chiare e protocolli operativi concreti che,  ad esempio, consentano alle lavoratrici e ai lavoratori in divisa di  sapere se i migranti con cui sono in contatto abbiano contratto il Covid-19. Non possiamo mettere a rischio la vita delle persone - conclude il  sindacalista - e dobbiamo garantire condizioni di lavoro adeguate e  sicure per gli operatori. Lo chiediamo e lo ribadiamo con forza anche  per non alimentare quel corto circuito di paura tra la gente che  alimenta odio e razzismo".

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"Purtroppo è successo quello che non doveva succedere e poteva avere conseguenze ben più gravi se due nostri colleghi non avessero avuto la prontezza di gettarsi oltre il  guardrail salvandosi, anche se con ferite molto serie". E' Fabio  Conestà, segretario generale del sindacato di Polizia Mosap, a commentare quanto accaduto ieri sera a Siculiana, ad Agrigento, dove uno dei migranti in fuga dal centro d'accoglienza è stato investito da un'auto ed è morto sulla Ss 115. "Ancora un tentativo di fuga dai centri di accoglienza - continua  Conestà - con i nostri operatori che, in condizione di sicurezza  sempre più precarie e con regole di ingaggio molto fumose, hanno comunque tentato di bloccare il giovane rischiando la vita. Dispiace  molto per il ventenne eritreo ma ora basta, così non si può andare avanti. E' in gioco la sicurezza nazionale e la sicurezza sanitaria".

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