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Sospesi servizi aggiuntivi alla Valle, la Cgil "chiama" il presidente Crocetta

Il futuro degli operatori dei "servizi aggiuntivi" dei siti archeologici è appeso ad un filo. La decisione del governatore della Sicilia è stata quella di revocare le concessioni alle società affidatarie fiduciarie

Giornate intense per i lavoratori dell'Arcadia. Il futuro degli operatori dei "servizi aggiuntivi" dei siti archeologici è appeso ad un filo. La Cgil sensibile alle problematiche dei lavoratori, sceglie di rivolgersi al presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta.

"Carissimo presidente - affermano i dirigenti della Cgil - nella giornata di ieri abbiamo incontrato i dipendenti del consorzio 'I luoghi dell'Arcadia' che ci hanno rappresentato la loro situazione e chiesto un nostro intervento. Le scriviamo perché siamo davvero preoccupati circa il futuro lavorativo degli operatori dei 'servizi aggiuntivi' dei siti archeologici,  a seguito della sua decisione di revocare le concessioni alle società affidatarie dei servizi.
Una decisone che comprendiamo, se riferita ai noti fatti di cronaca riferiti alla società Novamusa, ma che appare del tutto immotivata riferita alle altre situazioni presenti nella nostra Sicilia".

"Per conto della Regione  Siciliana il consorzio 'I Luoghi dell’Arcadia' dal 2003 cura la gestione dei servizi aggiuntivi nei siti archeologici e culturali della provincia di Agrigento e di Caltanissetta.  In particolare il Consorzio gestisce i servizi nei siti sotto elencati:

- Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi - Agrigento
- Museo Archeologico Regionale Pietro Griffo - Agrigento
- Area Archeologica - Eraclea Minoa (Ag)
- Museo Archeologico Regionale - Gela (Cl)
- Area archeologica di Capo Soprano - Gela (Cl)
- Museo Archeologico – Caltanissetta.

"Tutto questo - scrivono - produce un’occupazione stabile per 20 lavoratori cui si aggiungono altri 25 nelle punte stagionali. Si tratta di professionalità sperimentate ed acquisite in anni di intenso e proficuo lavoro che non sono rimpiazzabili da un’improbabile internalizzazione dei servizi. Confidiamo - affermano - in una sua autorevole presa di posizione che, fermo restando l’esigenza di fare chiarezza ed impedire il ripetersi delle situazioni che hanno costituito l’origine del provvedimento,  salvaguardi l’occupazione e la professionalità di questi  lavoratori e restituisca loro la serenità perduta".

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