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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Indagini ancora in corso / Santa Elisabetta

Minaccia di morte e aggredisce un 28enne all'interno del bar: denunciato un tunisino

I carabinieri sono riusciti a dare nome e cognome a uno dei presunti responsabili. Altri due sono, invece, ancora in corso d'identificazione

Ha minacciato di morte un connazionale e lo ha aggredito, colpendolo con un bicchiere di vetro. Era il 3 luglio quando, all’interno di un bar del centro di Santa Elisabetta, si è creato un tafferuglio, un momento di disordine che ha fatto finire al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento un tunisino ventottenne, ospite di una struttura d’accoglienza. I carabinieri, dopo giorni e giorni di accertamenti e indagini, sono riusciti a identificare – e denunciare alla Procura della Repubblica di Agrigento – il presunto responsabile. Si tratta di un tunisino, disoccupato, trentaquattrenne che è stato deferito per lesioni personali gravi e minacce gravi.

Perché fra il tunisino - vittima e altri tre immigrati, verosimilmente tutti connazionali, si sia creato, all’interno del bar di Santa Elisabetta, l’alterco non è affatto chiaro. Gli investigatori hanno parlato di “futili motivi”. E’ certo però – stando alla denuncia formalizzata alla Procura di Agrigento – che il trentaquattrenne avrebbe minacciato di morte e aggredito il connazionale più giovane che è stato colpito, con un bicchiere di vetro, al braccio destro. Il ferito è finito all’ospedale di Agrigento dove i sanitari gli hanno diagnosticato lesioni guaribili in circa 7 giorni.

Neanche una settimana dopo, la vittima ha formalizzato, per quanto subito, denuncia alla stazione dei carabinieri di Santa Elisabetta, realtà dove il ventottenne è ospite di una struttura d’accoglienza per migranti. Sono state, naturalmente, avviate le indagini e i militari dell’Arma sono, appunto, riusciti a identificare uno dei presunti responsabili. Altri due sono, invece, ancora in corso d'identificazione. Il disoccupato tunisino trentaquattrenne, presunto autore delle minacce e delle lesioni personali gravi, è stato dunque deferito alla Procura di Agrigento. Sono, inevitabilmente, in corso le attività investigative per  identificare gli altri due che erano in sua compagnia, e che si sarebbero resi responsabili dell’aggressione, durante quanto avvenuto all’interno del bar, lo scorso 3 luglio, di Santa Elisabetta.

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