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Tarsu-Tari, stangata in arrivo: 3.447 avvisi per omesso o insufficiente versamento

Nelle bollette non è stata tenuta in considerazione la riduzione pari al 60 per cento per quanti sono residenti nelle aree non servite dal servizio di raccolta "porta a porta"

Sono 3.447 gli avvisi che, in questi giorni, vengono recapitati ai contribuenti per omesso o insufficiente versamento, nonché solleciti, per Tarsu-Tari anno 2013/2014. Per recapitare ai contribuenti, residenti a Racalmuto o fuori dal paese, gli avvisi, la ditta Gefil srl – che da anni fornisce il software per la gestione dei tributi locali del Comune di Racalmuto e che è affidataria del servizio di stampa – si è detta disponibile ad effettuare la spedizione attraverso Poste italiane, senza nessun costo aggiuntivo per l’ente se non il costo della spedizione che è di 4 euro a plico. Per inviare i 3.447 avvisi di pagamento, il Municipio di Racalmuto sta, dunque, spendendo ben 18.545,83 euro.

Le “stangate”, piano piano, stanno dunque arrivando a destinazione: nelle abitazioni dei racalmutesi che, in contemporanea, hanno iniziato il via vai – una sorta di calvario – dall’ufficio Tributi del Municipio. Qualcuno ha già pagato, altri contestano un dettaglio che non è di poco conto. A Racalmuto era stato detto, dal precedente sindaco Emilio Messana e venne previsto anche nel regolamento, che “i cittadini residenti nelle aree non servite dal servizio di raccolta ‘porta a porta’ potranno avvalersi dell’isola ecologica dove conferire tutti i tipi di rifiuti, oppure potranno utilizzare il Ccr. Ma non per l’indifferenziato. Questi cittadini manterranno la riduzione nella bolletta Tari pari al 60 per cento già prevista dall’articolo 44 del regolamento componente Tari".

Eppure, ci sono bollette – solleciti o avvisi che dir si voglia – che non tengono minimamente in considerazione questo dettaglio. Grava dunque sulle spalle dei contribuenti andare all’ufficio comunale, attendere il proprio turno, e provare a fare chiarezza sulla propria posizione. Come se non bastasse l’onere – non avendo il “porta a porta” – di recarsi nell’unico sopravvissuto punto di conferimento: al Ccr che si trova all’estrema periferia del paese. Ma la lotta agli evasori – questo è certo - va fatta. 

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