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(foto ARCHIVIO)

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Carta igienica nell'umido o nell'indifferenziata? E' il caos e i netturbini non ritirano

La protesta: "Se il sindaco e l'ufficio comunale Ecologia non si mettono d'accordo, il cittadino deve farne le spese?"

Carta igienica nell’indifferenziata? O nell’umido? A Racalmuto non c’è certezza e, nel dubbio, gli operatori ecologici non ritirano. Un caso di gestione maldestra del servizio della nettezza urbano. Un caso nel quale il sindaco, Vincenzo Maniglia, e l’ufficio Ecologia del Municipio darebbero, ai cittadini, informazioni differenti su come comportarsi. E, intanto, il mastello resta ricolmo di rifiuti.

“Già mesi fa, gli operatori ecologici non avevano ritirato la carta igienica, depositata insieme all'umido, dicendomi che andava depositata con l'indifferenziata – ha raccontato Carmelo Luparello - . Ho telefonato all'ufficio Ecologia e un'impiegata mi ha risposto che la carta igienica andava ritirata non con la indifferenziata, come sostenuto dagli operatori ecologici, ma con l'umido. Ho fatto presente tutto agli operatori ecologici, i quali mi hanno risposto: ‘Se è così, la ritiriamo con l'umido’, e, in effetti, - prosegue il racalmutese - per alcuni mesi hanno mantenuto la parola. Qualche mattina fa, l'amara sorpresa: gli operatori non avevano ritirato la carta igienica, lasciata insieme all'umido. Abbiamo telefonato al sindaco il quale ci ha risposto che la carta igienica va ritirata con l'indifferenziata. Se il sindaco e l'ufficio Ecologia non si mettono d'accordo, il cittadino deve farne le spese?”- chiede, legittimamente, il cittadino - .

Ma c’è di più perché a fare cilecca è stata anche la raccolta di carta e cartone: “Questo mese, fino al 18, sono state introdotte delle temporanee modifiche nel ritiro della carta e del cartone, riportate nel sito del Comune, - spiega Luparello – e quindi ci siamo adeguati. Tuttavia, il ritiro, nel mio quartiere, non è avvenuto secondo le nuove indicazioni. Chiamato l'ufficio Ecologia, mi sono sentito rispondere che nella mia zona valevano regole diverse, derogatorie, che tuttavia nessuno si era preoccupato di precisare nell'avviso on line, né altrove”. Naturalmente il racalmutese recrimina che venga dato avviso di ogni variazione “senza che, peraltro, - scrive - si possa sopperire con avvisi on line perché non soltanto non tutti hanno la capacità di consultazione del sito, ma anche perché, con le continue modifiche che si introducono, l'utente dovrebbe essere costretto a consultare tutte le sere”. 

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