Venerdì, 12 Luglio 2024
Operazione Saponara / Centro Storico

Giro di prostituzione nel centro storico: in sette davanti ai giudici

Sono accusati di favoreggiamento e sfruttamento: le donne coinvolte avrebbero provveduto al reclutamento e al procacciamento della clientela. Aperto il dibattimento e ammessi i mezzi di prova

Dibattimento aperto, ammissione dei mezzi di prova e udienza aggiornata al 2 ottobre per sentire i primi testi della lista del pubblico ministero: ha preso il via, davanti ai giudici della prima sezione penale, presieduta da Alfonso Malato, il processo scaturito dall'operazione "Saponara" su un giro di prostituzione nell'omonima via del centro storico agrigentino. 

L'operazione, eseguita dalla squadra mobile, è scattata il 20 giugno del 2014. Sette gli imputati.

Sono le sorelle peruviane Marival Magaly Manrique Mendoza, 49 anni, e Jacqueline Yanina Manrique Mendoza, 36 anni, la loro madre Cirila Maria Manrique Huacache, 80 anni, nonchè Maria del Pilar Manrique, 56 anni, Eugenio D’Agostino, 53 anni, di Agrigento, Maria Valdirene Vieira De Oliveira, brasiliana di 50 anni, e Giuseppe Salamone, 31 anni, di Agrigento. Sono accusati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

Secondo la Procura avrebbero gestito due case di appuntamento nelle vie Saponara e Neve, in pieno centro storico. Le donne avrebbero reclutato le altre prostitute - di nazionalità straniera o italiana - e procacciavano clientela. D’Agostino, invece, è accusato di avere dato supporto logistico alla presunta organizzazione prelevando le prostitute in aeroporto e fornendo alle peruviane le schede telefoniche utilizzate per prendere gli appuntamenti con i clienti. D’Agostino, inoltre, avrebbe riscosso la percentuale degli incassi dalle singole prostitute da riconsegnare a Manrique Mendoza.

La brasiliana, inoltre, secondo l'accusa, avrebbe favorito la prostituzione di alcune donne straniere indirizzandole nelle due case di appuntamento di via Neve e via Saponara. Anche Salamone è accusato di avere reclutato diverse prostitute contattandole e garantendo che avrebbero avuto sicuri guadagni oltre a fornire loro supporto logistico negli spostamenti.

I difensori (gli avvocati Gianfranco Pilato, Daniele Re, Alessandro Marchica, Teresa Balsamo, Monica Malogioglio e Fabio Inglima Modica) avevano sostenuto che i reati fossero prescritti ma il giudice ha ritenuto che il termine non fosse ancora maturato e ha disposto il rinvio a giudizio. 
 

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