Duplice agguato al porto dopo litigio, parte appello per 27enne rampollo del boss

James Burgio è accusato di avere sparato all'indirizzo del proprietario di un peschereccio e del cugino

James Burgio, il giorno dell'arresto

Il banale battibecco sul peschereccio, la minaccia e le pistolettate andate a segno solo a metà: riparte il processo a carico di James Burgio, 27 anni, di Porto Empedocle, condannato lo scorso 22 maggio dal gup di Agrigento, Alessandra Vella, a otto anni di reclusione per l'accusa di tentato omicidio ai danni di un pescatore e, nella stessa circostanza, assolto dalla seconda imputazione analoga "perché il fatto non sussiste".

La difesa, affidata all'avvocato Salvatore Pennica, ha impugnato il verdetto e la vicenda, a distanza di meno di un anno, approda in aula per il secondo grado di giudizio. Il procedimento di appello doveva iniziare ieri ma è stato disposto un rinvio perché l’empedoclino ha nominato un secondo difensore, l’avvocato Rosario Fiore, al quale dovrà essere notificato l’avviso del procedimento. Si torna in aula il 23 marzo.

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Il giovane è stato fermato dalla squadra mobile due giorni dopo l'agguato al porto empedoclino del 21 luglio del 2018 il cui movente sarebbe da ricondurre a un banale litigio. Burgio, in particolare, avrebbe avuto un diverbio con un pescatore sopra il peschereccio e gli avrebbe "promesso" che lo avrebbe atteso per fargliela pagare. In effetti, secondo quanto ha accertato il processo, una volta sceso gli avrebbe poi sparato alla gamba destra. L'empedoclino è stato condannato per questo episodio. Accanto alla prima vittima c'era il cugino contro cui Burgio - secondo l'accusa che non ha retto al vaglio del processo - avrebbe tentato di fare fuoco senza però riuscirvi per l'inceppamento dell'arma. Per questa imputazione, il ventiseienne, arrestato il 4 marzo dell'anno scorso con l'accusa di essere un componente della rete di spaccio messa in piedi dal boss Antonio Massimino, è stato assolto. 

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