"Uccise cognato violento dopo l'ennesima aggressione", chiesto rinvio a giudizio

Raimondo Burgio, 37 anni, avrebbe fatto fuoco contro il marito della sorella Ignazio Scopelliti, 45 anni

Il luogo del delitto, da destra Scopelliti e Burgio

Omicidio aggravato dalla premeditazione: le continue liti, le aggressioni e le minacce di morte fino alla reazione violenta e alla vendetta a colpi di arma da fuoco. A distanza di poco più di un anno dai fatti, il presunto autore dell’omicidio, maturato in contesto familiare, rischia di finire a processo.

Il pubblico ministero Emiliana Busto ha chiesto il rinvio a giudizio di Raimondo Burgio, 37 anni, di Palma di Montechiaro, fermato dai carabinieri il primo novembre del 2018 con l’accusa di avere ucciso, poco prima, il cognato Ignazio Scopelliti, 45 anni. L’imputato, che ha nominato come difensori gli avvocati Francesco Scopelliti e Giovanni Lo Monaco, comparirà il 18 giugno davanti al giudice Francesco Provenzano.

L’uomo, nel frattempo, sei mesi fa è tornato pressochè libero per effetto della scadenza dei termini di custodia cautelare. Il gip Stefano Zammuto gli ha revocato gli arresti domiciliari. Nei confronti dell'uomo, in considerazione del fatto che è trascorso un anno dall'episodio e che il pm Emiliana Busto, titolare dell'inchiesta, non aveva ancora concluso le indagini preliminari, era stata sostituita la misura cautelare con l'obbligo di dimora a Palma e l'obbligo di firma quotidiano. Essendo trascorsi dodici mesi senza arrivare al processo, infatti, non sarebbe stato possibile mantenere gli arresti domiciliari, con il braccialetto elettronico, ai quali è stato sottoposto dopo avere confessato l'omicidio del cognato.

“Temevo fosse armato e potesse uccidermi o fare del male a mia madre - aveva detto al giudice -, un amico mi aveva rivelato che diceva di avere sempre un coltello con sé e che lo avrebbe usato per uccidere mia sorella. Lo avevamo denunciato tante volte, era diventato un incubo”. Questa la confessione che ha spinto il giudice, in considerazione dell’atteggiamento collaborativo, ad evitargli il carcere.

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Burgio, venditore di bombole Gpl e acqua minerale, in un primo momento, quando nell’immediatezza dei fatti fu sentito come testimone, aveva negato i fatti. L’anziano genitore, sentito dai carabinieri, aveva provato ad accollarsi l’omicidio del genero. Quando ha appreso che le immagini del sistema di videosorveglianza di un’abitazione lo avevano immortalato nitidamente mentre sparava al cognato, in pieno centro, in via Palladio, il cambio di strategia e la confessione.
 

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