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Prostituzione

Prostituzione nel centro storico, indagato si difende: "Estraneo al giro"

Il trentuenne Giuseppe Salamone nega il coinvolgimento nell'inchiesta "Saponara" e prova a convincere i pm che le intercettazioni sono state male interpretate

"Sono estraneo ai fatti, le conversazioni telefoniche che mi riguardano sono state male interpretate": così il trentunenne Giuseppe Salamone, interrogato in questura su delega del pubblico ministero Giulia Sbocchia, prova a chiarire la propria posizione ed evitare la richiesta di rinvio a giudizio.

L'operazione "Saponara", eseguita il 20 giugno del 2014, presto potrebbe approdare in aula. La procura ha fatto notificare il secondo avviso di conclusione delle indagini preliminari a distanza di due anni dal precedente. L'avviso è stato inviato alle sorelle peruviane Marival Magaly Manrique Mendoza, 49 anni, e Jacqueline Yanina Manrique Mendoza, 36 anni, alla loro madre Cirila Maria Manrique Huacache, 80 anni, a Maria del Pilar Manrique, 56 anni, Eugenio D’Agostino, 53 anni, di Agrigento, Maria Valdirene Vieira De Oliveira, brasiliana di 50 anni, e allo stesso Salamone.

Quest'ultimo, interrogato dalla polizia con l'assistenza del difensore, l'avvocato Monica Malogioglio, ha provato a chiarire e dare delle spiagazioni. 

Gli indagati sono accusati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Secondo la procura avrebbero gestito due case di appuntamento nelle vie Saponara e Neve, in pieno centro storico. Le donne avrebbero reclutato le altre prostitute - di nazionalità straniera o italiana - e procacciavano clientela.

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