Cronaca

Notaio si appropriò dei soldi dei clienti, la difesa: "Ecco perchè non va processato"

L'avvocato Giuseppe Scozzari ottiene dai giudici l'ordine all'Agenzia delle Entrate di esibire i documenti e chiede di non aprire neppure il dibattimento: il pm non si oppone

"Le indagini difensive hanno provato che si tratta degli stessi fatti per i quali ha già patteggiato e, quindi, non può essere nuovamente processato”.

L’avvocato Giuseppe Scozzari invoca il principio del cosiddetto “ne bis in idem”, secondo cui non si può essere giudicati due volte per gli stessi fatti e, dopo avere ottenuto l'esibizione degli atti da parte dell'Agenzia delle Entrate, inizialmente negati, grazie a un'ordinanza del tribunale, chiede che neppure si celebri il processo e i giudici emettano una immediata "sentenza di proscioglimento o non luogo a procedere".

La vicenda è quella scaturita dall'inchiesta "bis" a carico del notaio Antonino Pusateri, 68 anni, accusato di peculato per avere sottratto 81.500 euro che i clienti, andati nel suo studio per registrare una serie di atti, gli avrebbero versato in quanto "responsabile di imposta".

Quello che potrebbe iniziare nelle prossime settimane è il secondo processo a carico del notaio che per sei anni, dal 2009 al 2014, con un meccanismo analogo si sarebbe appropriato di circa 2 milioni di euro. Pusateri, che esercita ancora l’attività, per la precedente vicenda ha patteggiato due anni di reclusione. "E' chiaro ed evidente - scrive Scozzari - che sin dall’aprile 2015 era stata valutata l’intera condotta “illecita” del notaio Pusateri con riferimento al periodo 2009/2013, ed in particolar modo quella relativa all’intero anno di imposta 2012. Tutto ciò non può che far ritenere che il notaio Pusateri, abbia patteggiato in relazione all'anno di imposta 2012 nella sua interezza". 

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