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Giovedì, 23 Maggio 2024
La decisione

Il Tar rigetta i due ricorsi, Marcello Viola resta procuratore di Milano

Al tribunale amministrativo si erano rivolti i magistrati Maurizio Romanelli e Giuseppe Amato

I ricorsi sono stati rigettati. Il magistrato Marcello Viola, originario di Cammarata, resta procuratore della Repubblica presso il tribunale di Milano. 

Viola, il 7 aprile del 2022, aveva riportato all'esito della votazione del plenum del Consiglio superiore della magistratura, 13 voti. Sei invece il magistrato Maurizio Romanelli e 3 Giuseppe Amato. La nomina di Viola è stata impugnata, davanti al Tar Lazio, sia da Romanelli (procuratore aggiunto di Milano) che da Amato (procuratore della Repubblica di Bologna).

Marcello Viola, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impdiduglia, si è costituito in giudizio chiedendo il rigetto di entrambi i suddetti ricorsi. Il Tar Lazio, condividendo le tesi difensive degli avvocati Rubino e Impiduglia, ha rigettato i ricorsi proposti da Amato e Romanelli.

In particolare, con riferimento alla posizione di Romanelli, è stato evidenziato - ha ricostruito l'avvocato Rubino - come correttamente il Csm avesse riconosciuto la maggiore rilevanza delle funzioni direttive svolte da Viola essendo queste “più ampie e complesse delle funzioni semidirettive ed essendo la figura del Procuratore aggiunto comunque sottoordinata a quella del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale”. Inoltre, il Tar ha rilevato che l’incarico semidirettivo di procuratore aggiunto presso la medesima Procura di Milano, pur se svolto da Romanelli nell’ufficio messo a concorso, non fosse di per sé idoneo a superare le esperienze direttive vantate da Viola. Con riferimento al ricorso proposto da Amato, invece, il Tar ha evidenziato - ricostruisce sempre l'avvocato Rubino - che nessun valore decisivo potesse assumere la circostanza che quest’ultimo abbia svolto un pregresso”incarico direttivo presso una procura distrettuale” rilevando, ai fini della nomina, solo  “il concreto esercizio delle funzioni giurisdizionali nel settore dei reati di criminalità organizzata”, che anche il dott. Viola può vantare.

Il Tar ha, inoltre, evidenziato la particolare importanza degli incarichi ricoperti da Viola quale procuratore di Trapani – ossia in un territorio “fortemente infiltrato dalla presenza di organizzazioni mafiose” – e quale procuratore generale presso la Corte di appello di Firenze, ossia  in una Procura generale “di primaria importanza nel panorama nazionale”. Ed ancora, il Tar ha evidenziato come nessuna rilevanza potesse assumere la circostanza circa “la maggiore durata delle funzioni direttive” svolte dal dott. Amato, potendo vantare anche il dott. Viola “un’esperienza direttiva ultradecennale”.

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