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Un video agli atti dell'inchiesta, nel riquadro Nugara

Un video agli atti dell'inchiesta, nel riquadro Nugara

Mafia, la maxi inchiesta Montagna: la difesa chiede la revoca del 41 bis per Nugara

I legali del presunto capomafia: "Fino al giorno dell'arresto era incensurato, nessuna esigenza di imporgli il carcere duro"

“Il giorno dell’arresto era incensurato, con il porto d’armi, che viene rilasciato solo dopo mille verifiche giudiziarie e amministrative e non è mai emerso nessun collegamento fra i familiari e gli ambienti malavitosi”. I difensori di Giuseppe Nugara, 56 anni, arrestato nell’operazione antimafia “Montagna” con l’accusa di essere il capo della famiglia mafiosa di San Biagio Platani, gli avvocati Giuseppe Barba e Antonino Gaziano, chiedono al tribunale di Sorveglianza di Roma di revocare il provvedimento dell’ex ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che gli aveva applicato il regime del 41 bis.

“Nugara è una persona di elevata pericolosità sociale – sottolineava il guardasigilli – che ha mostrato capacità nel tenersi in contatto con esponenti politici”. Il presunto boss del paese, infatti, avrebbe stretto un patto col sindaco Santo Sabella – a sua volta arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa – che prevedeva una serie di favori in cambio di sostegno elettorale. 

Nugara, come la quasi totalità degli imputati, ha scelto il giudizio abbreviato e i pm hanno chiesto la sua condanna a 20 anni di reclusione. 

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