"Rosario Meli controllava politica, economia e appalti", chiesti 24 anni

Il pubblico ministero Alessia Sinatra ha proposto la condanna del presunto capomafia di Camastra, del figlio Vincenzo e di altri due imputati. Sollecitata la confisca dell'agenzia di onoranze funebri

Rosario Meli

"Rosario Meli controllava tutto a Camastra, decideva appalti e politica. Era il capomafia indiscusso del paese". Il pubblico ministero della Dda, Alessia Sinatra, ha chiesto la condanna a 24 anni di carcere per il settantenne, personaggio chiave dell'inchiesta "Vultur", accusato di essere tornato, dopo avere scontato una precedente condanna, a comandare la famiglia di Camastra.

Diciotto anni di reclusione sono stati proposti per il figlio Vincenzo, 48 anni; 15 anni per il tabaccaio di Camastra, Calogero Piombo, 67 anni. Venti anni, infine, per il canicattinese Calogero Di Caro, 72 anni, anziano boss di Canicattì, "tornato pienamente operativo dopo le precedenti condanne".

Il magistrato della Dda ha chiesto, inoltre, la confisca dell'agenzia onoranze funebri "gestita di fatto dalla famiglia Meli con metodi mafiosi e intimidazioni agli avversari che sono oggi costituiti parte civile nel processo".

Il collegio di giudici della seconda sezione penale, presieduto da Luisa Turco, ha dato anche la parola ai difensori delle parti civili. Si tratta di imprenditori che operavano nello stesso settore dei Meli e che avrebbero subito la loro concorrenza sleale. I difensori, fra gli altri gli avvocati Giuseppe Scozzari e Alba Raguccia, si sono associati alle richieste di condanna e hanno chiesto un risarcimento del danno.

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Domani iniziano le arringhe dei difensori degli imputati: gli avvocati Raffaele Bonsignore, Giovanni Castronovo, Giuseppe Barba, Angela Porcello, Lillo Fiorello e Santo Lucia. 

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