"Era portavoce del boss Gerlandino Messina durante la latitanza", revocata libertà vigilata a Romeo

Per il magistrato di sorveglianza è cessata la pericolosità sociale, era stato arrestato pure nell'operazione "Nuova Cupola"

Salvatore Romeo

"La partecipazione all'associazione mafiosa, come da condanna, risale al 2009 e dal 2015 non ha commesso altri reati. Per questo si deve concludere che la pericolosità sociale sia venuta meno oppure gravemente scemata". Con queste motivazioni il magistrato di sorveglianza Walter Carlisi ha disposto la revoca anticipata della libertà vigilata all'empedoclino Salvatore Romeo.

Il sessantenne - difeso dall'avvocato Salvatore Cusumano - è finito in carcere il 25 ottobre del 2011, quando è scattata l’operazione antimafia “Dna”. Secondo i pm sarebbe stato il portavoce del boss Gerlandino Messina durante la sua latitanza avendo avuto anche un ruolo particolarmente significativo perché avrebbe gestito le assunzioni all'interno dell’Italcementi. Per questi fatti ha scontato una condanna a sei anni di reclusione.

Dal processo di primo grado ne scaturì una seconda inchiesta a carico di sette imprenditori accusati di avere reso una testimonianza falsa e reticente. In aula, sosteneva l’accusa, avrebbero fatto marcia indietro rispetto alle dichiarazioni fatte in precedenza ai carabinieri riferendo al giudice che le richieste di assunzione di manodopera o di sconto sui prezzi sarebbero state solo “cortesie” o scelte dettate dalla compassione senza avere, in definitiva, subito alcuna richiesta estorsiva. I vari processi si sono tuttavia conclusi con l'assoluzione.

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Romeo, invece, fu arrestato una seconda volta, il 26 giugno del 2012, nell'operazione antimafia "Nuova Cupola" dalla quale è stato assolto definitivamente. Da allora ha avuto un solo "guaio" giudiziario che scaturiva dall'omesso pagamento della cauzione, nel 2015, imposta ai sorvegliati speciali. Il 20 giugno dell'anno scorso, per effetto della condanna per mafia, era stato sottoposto alla libertà vigilata che prevede alcune restrizioni della libertà personale simili alla stessa sorveglianza speciale. 

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