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L'autolavaggio ritenuto dagli inquirenti il quartier generale del clan

L'autolavaggio ritenuto dagli inquirenti il quartier generale del clan

Mafia e traffico di droga, il capo della Dia in aula: "Ecco chi gestiva il canale favarese"

Il vicequestore Roberto Cilona ricostruisce l'inchiesta "Kerkent" che ha stretto il cerchio intorno al clan del boss Antonio Massimino

"Le indagini hanno fatto emergere l'esistenza di un vero e proprio canale favarese del traffico di droga dove Luigi Pullara ha un ruolo molto attivo. Le telecamere puntate sull'abitazione di Maddalusa di Antonio Massimino hanno documentato diversi incontri". 

È ripreso, davanti ai giudici della prima sezione penale, presieduta da Alfonso Malato, con l'ennesima udienza dedicata all'audizione del capo della Dia Roberto Cilona, il processo scaturito dall'inchiesta "Kerkent" che ha stretto il cerchio intorno al clan del boss Antonio Massimino, tornato pienamente operativo - sostiene l'accusa - dopo avere scontato la seconda condanna per mafia rimediata nell'operazione San Calogero.

Il pm della Dda Alessia Sinatra, all'udienza precedente, ha prodotto la sentenza dello stralcio abbreviato del processo, emessa  dal gup di Palermo, Fabio Pilato, che ha deciso 20 condanne e 8 assoluzioni. La pena più alta, ovvero 20 anni di reclusione, fra gli altri, è stata inflitta allo stesso Massimino. E' stata, però, esclusa per tutti l'aggravante dell'avere agevolato la mafia relativamente all'accusa di associazione e spaccio di droga.

In questo troncone sono imputati in sette. Si tratta di Pasquale Capraro, 28 anni; Angelo Cardella, 48 anni; Francesco Luparello, 46 anni; Saverio Matranga, 42 anni; Gabriele Miccichè, 29 anni; Calogero Trupia, 34 anni e Angelo Iacono Quarantino, 28 anni.

Cilona, rispondendo alle domande del pm, ha ricostruito il segmento investigativo legato al canale favarese del traffico di cocaina. "Le telecamere puntate davanti all'ingresso dell'abitazione di Maddalusa di Antonio Massimino hanno documento, in più di una circostanza, l'arrivo di Pullara a bordo della sua auto. A volte lo accompagnava Sergio Cusumano, uno dei più stretti collaboratori di Massimino". 

Luigi Pullara (condannato a 10 anni e 8 mesi nell'ambito dell'operazione antimafia Montagna), secondo quanto riferito da Cilona, "era il punto di riferimento del canale favarese della droga". Il comandante della Dia ha parlato anche, sempre sul versante di Favara, del ruolo di Angelo Di Giovanni, che avrebbe avuto diversi contatti con il clan. La sua deposizione continua il 29 aprile.

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