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Martedì, 23 Aprile 2024
Mafia

Mafiosi col reddito di cittadinanza, chiesti 19 rinvii a giudizio

Fra gli imputati il favarese Pasquale Alaimo, braccio destro del boss Maurizio Di Gati, e alcuni familiari di affiliati e capimafia. Rischia il processo pure la moglie del collaboratore di giustizia Giuseppe Quaranta

Ci sono il braccio destro del capo provinciale di Cosa Nostra, la moglie di un pentito, affiliati mafiosi che hanno finito di scontare la condanna e pregiudicati ai domiciliari condannati con l'accusa di essere trafficanti di droga del clan. 

Il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio e il pubblico ministero Gloria Andreoli hanno chiesto il rinvio a giudizio per 19 presunti "furbetti del reddito di cittadinanza".

Ad alcuni di loro si contesta di avere ottenuto l'erogazione del beneficio nonostante avessero riportato delle condanne per associazione mafiosa, che sono ostative per legge. Ad altri, coniugi o parenti di mafiosi, si contesta di avere omesso di dichiarare l'esistenza della condanna per incassare un contributo superiore.

Ecco l'elenco degli imputati: Ignazio Sicilia, 45 anni, di Favara; Enzo Quaranta, 50 anni, di Favara; Luigi Messana, 63 anni, di Canicattì; Giovanni Calogero Scozzaro, 63 anni, di Casteltermini; Carmelina Virone, 50 anni, di Agrigento; Paola Quaranta, 52 anni, di Favara; Calogera Sferlazza, 46 anni, di Favara; Rosalia Calacione, 46 anni, di Favara; Lucia Cacciatore, 29 anni, di Agrigento; Maria Spoto, 60 anni, di Casteltermini; Sergio Cusumano, 57 anni, di Agrigento; Pasquale Alaimo, 52 anni, di Favara; Maria Rita Cutaia, 45 anni, di Canicattì; Vincenza Genco, 59 anni, di Cammarata; Angelo Pirrera, 41 anni, di Favara; Gesua Presti, 45 anni, di Favara; Carmela Signorino Gelo, 49 anni, di Favara; Rita Spallino, 40 anni, di Castrofilippo e Monia Russello, 39 anni, di Agrigento.

Sicilia, Messana, Enzo Quaranta, Scozzaro e Alaimo sono accusati di avere omesso di dichiarare l'esistenza a loro carico di condanne definitive per associazione mafiosa che avrebbero impedito la concessione del reddito di cittadinanza, usufruendo - invece - dell'erogazione di svariate migliaia di euro.

Alaimo, peraltro, ha scontato 13 anni di reclusione per l'accusa di essere stato il braccio destro del capo provinciale di Cosa Nostra, Maurizio Di Gati. Diverso il caso di Cusumano che avrebbe dovuto comunicare il suo arresto nell'ambito dell'inchiesta antimafia Kerkent nel quale, nei mesi scorsi, è stato condannato a 12 anni e 8 mesi per traffico di droga.

Gli altri sono coniugi o familiari di mafiosi o persone finite in carcere. Fra loro - Carmela Signorino Gelo -, moglie del pentito Giuseppe Quaranta che avrebbe dovuto comunicare la circostanza che il marito si trovava in carcere. L'omissione, come in tutti gli altri casi analoghi, comportò l'erogazione del contributo in misura maggiore. 

All'udienza preliminare, fissata per il 7 febbraio, i difensori (fra gli altri gli avvocati Salvatore Pennica, Giuseppe Barba, Davide Casà, Maria Alba Nicotra, Raimondo Tripodo, Salvatore Virgone e Angelo Piraino) potranno chiedere, in alternativa al rito ordinario, il giudizio abbreviato o il patteggiamento. 

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