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Giovedì, 23 Maggio 2024
Mafia Campobello di Licata

"Quando Falsone sparò non era capace di intendere e volere", chiesta revisione del processo

Il caso, questa mattina, è stato discusso in Corte di appello a Caltanissetta dopo il primo vaglio di ammissibilità

“Quando Calogero Falsone è stato condannato era incapace di intendere e volere e nessuno dei giudici ha mai valutato questo aspetto”: l’avvocato Angela Porcello, difensore del cinquantaduenne fratello di Giuseppe Falsone, ex numero 2 di Cosa Nostra siciliana, che sta scontando una condanna a 13 anni e 6 mesi per tentato omicidio, chiede la revisione del processo e il caso è approdato in aula davanti alla Corte di appello di Caltanissetta che si è riservata di decidere. 

Il legale sostiene che siano emerse “prove nuove”, circostanza indispensabile visto che si tratta di uno strumento straordinario che può mettere in discussione una sentenza già passata in giudicato. L’istanza di revisione del processo aveva superato il primo vaglio di ammissibilità e adesso saranno i giudici a decidere se la vicenda deve essere affrontata in un nuovo processo. 

L’avvocato Porcello fa esplicito riferimento a una recente consulenza psichiatrica, redatta dal medico Sebastiano Triolo, alla quale Falsone è stato sottoposto, che evidenzierebbe una patologia piuttosto datata nel tempo di cui prima non si era mai avuto contezza. ”Lo stato patologico, anzi, psicotico sicuramente risalente, - scrive il legale - a dire dello specialista, alla giovinezza dello stesso e, comunque, a prima del compimento del fatto delittuoso per cui è stato condannato".

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