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I business della mafia: sfruttamento di migranti per prostituzione e caporalato

È quanto emerge dalla relazione conclusiva della Commissione antimafia presieduta da Rosi Bindi

Ragazze nigeriane immesse nel giro della prostituzione e migranti vittime del "caporalato". Questo quanto emerge dalla relazione conclusiva della Commissione antimafia presieduta da Rosi Bindi. 

Le attività della Commissione - si legge sul quotidiano La Sicilia - hanno portato alla ribalta diversi fenomeni mafiosi presenti nell'Agrigentino. "Le organizzazioni criminali - si legge - trovano piena corrispondenza nei diversi fattori, che alimentano il commercio di esseri umani, tra cui, principalmente, la domanda di prestazioni sessuali, lo sfruttamento del lavoro nero, la ricerca di manodopera più disponibile, meno costosa e meno garantita. La tratta di esseri umani rappresenta una nuova e contemporanea forma di 'schiavitù' riconosciuta come crimine contro l'umanità".

Le indagini nell'Agrigentino rivelano anche l'uso del "hawala", ovvero un sistema finanziario primitivo che consente di trasferire somme di denaro da un territorio all'altro, basato su un rapporto fiduciario tra gli intermediari, senza che vi sia necessariamente movimentazione. 

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