Sindaco accusato di avere aggiustato sentenza, parti civili chiedono risarcimento

Le sorelle Casaccio, secondo l'accusa denunciate falsamente per tentata estorsione, vogliono 50 mila euro di danni dall'avvocato Angelo Balsamo

Angelo Balsamo

Un risarcimento del danno di 50 mila euro, con un anticipo di 10 mila subito esecutivo, per le due sorelle che sarebbero state calunniate dall’avvocato ed ex sindaco Angelo Balsamo che, denunciandole per tentata estorsione, voleva sviare – sostiene l’accusa – i sospetti della presunta combine giudiziaria che lo vedeva protagonista. È stato chiesto dall’avvocato Leonardo Marino, difensore di parte civile.

All’udienza precedente il procuratore generale, aveva chiesto la condanna a 5 anni (il doppio rispetto al primo grado) per Balsamo ritendolo colpevole anche di corruzione in atti giudiziari e calunnia. In primo grado, il 16 novembre del 2016, i giudici della seconda sezione penale del tribunale di Agrigento gli avevano inflitto 2 anni e 6 mesi di reclusione per la sola imputazione di falsa testimonianza che adesso, secondo il pg, sarebbe prescritta a distanza di dieci anni dai fatti. Balsamo, 62 anni, arrestato il 13 gennaio del 2014, quando era sindaco di Licata, è accusato di avere truccato una testimonianza per fare vincere una causa a una cliente.

Tre anni e sei mesi, invece, erano stati inflitti a Francesca Bonsignore, 59 anni, che sarebbe stata ingaggiata con 200 euro per mentire in udienza raccontando una falsa versione dei fatti per fare vincere la causa, legata a una richiesta di risarcimento dopo un incidente stradale, alla cliente di Balsamo che chiedeva un risarcimento per un incidente nel quale era rimasto coinvolto il figlio. Nei suoi confronti la pena chiesta dal pg è ridotta di sei mesi per effetto della prescrizione dell’accusa di falsa testimonianza. Resta in piedi, invece, quella di corruzione in atti giudiziari. Chiesta, inoltre, la conferma della condanna a un anno di reclusione, nei confronti di Carmelo Malfitano, 58 anni, accusato di favoreggiamento perché avrebbe tentato di intervenire con la cliente di Balsamo, Mary Ann Casaccio, 45 anni (che adesso ha chiesto il risarcimento), per sanare un contrasto col suo legale. Si torna in aula il 6 novembre.

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