"Il porticciolo turistico è abusivo ma non furono sottratti 7 milioni al Comune", condannato solo il costruttore

Il gup ha riconosciuto colpevole l'imprenditore Luigi Francesco Geraci per le accuse di occupazione abusiva di suolo pubblico e violazione della normativa urbanistica: altri sei assolti

Il porticciolo turistico di Licata è abusivo ed è stato costruito con opere illegittime su un'area di proprietà del demanio dove non era stato autorizzato. Tuttavia non furono commessi brogli per "salvare" il costruttore Luigi Francesco Geraci, 76 anni, imprenditore di Sommatino, titolare della società “Iniziative immobiliari” che ha realizzato il progetto, dal pagamento degli oneri concessori che sono stati quantificati in 7 milioni di euro.

E' la conclusione alla quale, in sintesi, è giunto il giudice dell'udienza preliminare Giuseppe Miceli che ha condannato il solo Geraci a tre mesi di arresto e 10 mila euro di ammenda per i soli reati di occupazione abusiva di suolo pubblico e abuso edilizio, assolvendolo - invece - per abuso di ufficio: la pena verrà sospesa solo se demolirà le opere abusive.

Assolti gli altri sei imputati, a partire dall'ex dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune di Licata, Vincenzo Ortega, adesso in servizio con lo stesso incarico a San Cataldo, che, a sorpresa, all'udienza precedente, aveva formalizzato insieme al suo difensore, l'avvocato Antonino Gaziano, la rinuncia alla prescrizione puntando, quindi, solo su un'assoluzione nel merito che è arrivata.

Due i livelli di responsabilità ipotizzati dal pm Alessandra Russo che aveva chiesto sette condanne. Da una parte il mancato pagamento degli oneri concessori sottratti alle casse del Comune per un importo di circa 7 milioni e, dall'altra, gli abusi edilizi con varianti approvate in maniera illegittima e spazi edificati senza la relativa concessione. La pena proposta nei confronti di Geraci era di un anno e sei mesi. Nella lista anche tre dirigenti del Comune di Licata: Andrea Occhipinti, 51 anni, a capo del dipartimento finanziario; Giuseppa Maria Pia Amato, 61 anni, responsabile del Suap (Sportello attività produttive) e lo stesso Vincenzo Ortega, 59 anni, dirigente del dipartimento Urbanistica. La pena più alta – 2 anni e 8 mesi di reclusione – era stata proposta proprio per Ortega, dieci mesi per Occhipinti e Amato. Salvatore Geraci, 41 anni, figlio del costruttore; Paola Vizzini, 70 anni e Bartolo Consagra, 44 anni, erano accusati di occupazione abusiva di suolo demaniale: il pm aveva proposto due mesi e venti giorni di arresto per Geraci e Vizzini, due mesi per Consagra.

L'imprenditore Geraci e i tre dirigenti del Comune (il costruttore e Ortega erano accusati pure di brogli per eludere il pagamento di 7 milioni di oneri concessori) erano imputati di abuso di ufficio perché, nel 2014, avrebbero approvato una variante illegittima al progetto, per ragioni legate all'acquisizione dei documenti, che consentì alcune modifiche per realizzare, fra le altre cose, una nuova piscina con annessi servizi e un fabbricato. 

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Tutte le accuse a carico degli altri imputati (difesi, fra gli altri, dagli avvocati Linda Sabia, Angelo Balsamo, Daniele Camilleri, Luigi Ciotta e Michele Ambra) sono cadute con assoluzioni con varie formule. 

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